I saldi non funzionano più: ci sarà una riforma delle date?

Secondo i primi dati parziali, gli italiani hanno speso in saldi meno del previsto: si riaccende il dibattito sulla riforma delle date

Il periodo dei saldi è quasi terminato e, come accade ogni anno, è tempo di bilanci e valutazioni.

Secondo le prime statistiche, il 48% degli italiani ha acquistato durante i saldi invernali, spendendo circa 118 euro a persona. La maggior parte degli acquisti ha riguardato articoli di abbigliamento e calzature, ma la spesa quantificata si trova ben al di sotto delle aspettative dei commercianti. I dati sono parziali e raccolti dalla Confesercenti tramite un’indagine di SWG, che ha preso a riferimento i primi 30 giorni di sconti.

Alla luce dei dati non completamente soddisfacenti, che registrano una riduzione del budget del 3,3% rispetto alle previsioni, tornano anche le proposte (e le polemiche) riguardanti la durata dei saldi. In particolare, imprenditori e negozianti ritengono, in numero di tre su dieci, che il periodo attuale di 60 giorni sia troppo duraturo e avanzano la proposta di dimezzarlo, a favore di “soli” 30 giorni di saldi.

A dividere però è anche la data di partenza, con posizioni contrastanti tra gli stessi negozianti: secondo il 12% delle imprese, il 2 gennaio è troppo presto per iniziare le vendite di fine stagione. Di opinione opposta un buon 21% delle aziende che addirittura vorrebbe anticipare gli sconto al periodo natalizio.

Il dibattito sulla modifica della data e della durata dei saldi è nato negli ultimi anni grazie anche all’aumento della diffusione di giornate come il Black Friday e il Cyber Monday, che hanno favorito un meccanismo di offerte e promozioni precedenti a Natale, in un periodo nel quale prima gli sconti non erano presenti. Per questo, è cresciuta da parte delle imprese la volontà di modificare radicalmente le vendite scontate.

Come ha lasciato intendere Nico Gronchi, Presidente Confesercenti della Toscana, le posizioni sono diverse e tutte da discutere: “Come Confesercenti sosteniamo, ormai da anni, che una data di inizio, delle vendite di fine stagione, così ravvicinata al Natale sia penalizzante per imprese e consumatori; inoltre, è necessario un cambiamento della durata. La nostra proposta è far partire i saldi realmente a fine stagione e con una durata limitata. (…) senza l’introduzione di una norma che ne regoli data e durata sarà molto difficile far ripartire i consumi del settore moda”.

Nel frattempo, il budget ridotto rispetto alle previsioni è pesato sulle imprese: il 34% ha segnalato una diminuzione delle vendite rispetto al 2018, mentre solo il 10% ha registrato un aumento. E se sembrano cifre poco importanti, basti pensare che i saldi invernali costituiscono ben il 14% dell’intero fatturato annuale complessivo. Un 2019 iniziato già difficile per alcune imprese del commercio e che chiama a gran voce una riforma attesa da molti.

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