Russia-Lega: cosa c’è dietro i (presunti) rubli a Salvini

Lo scoop di Buzzfeed rivela come la geopolitica resti molto più decisiva delle beghe di cortile in cui in Italia indugiamo spesso troppo

La notizia ormai è di pubblico dominio: un audio reso pubblico dal sito americano Buzzfeed testimonia di incontri a Mosca fra uomini del Cremlino e della Lega, con l’ipotesi di un finanziamento da circa 65 milioni di euro per il partito di Salvini frutto di una operazione che coinvolge una fornitura di petrolio, operazione che l’Eni ha smentito. Si apprende che la Procura di Milano ha aperto un fascicolo, chi sarà chiamato ad indagare potrà fare chiarezza su una questione certamente non di secondo piano. Ma al di là degli eventuali risvolti penali, l’episodio è sintomatico del fatto che i giochi geopolitici hanno sempre un peso maggiore rispetto alle beghe di cortile. Anche per chi si definisce ‘sovranista’.

Antefatto: la Russia di Putin e i partiti euroscettici
Partiamo da un dato basilare: tutti i partiti euroscettici hanno avuto ed hanno tuttora il supporto – ideologico sicuramente, finanziario andrà acclarato da chi di dovere – della Russia. Che oltre a combattere contro le sanzioni imposte dagli Usa e dall’Unione Europea, ha ovviamente tutto l’interesse a indebolire, se non a disgregare, l’Unione in vista di una maggiore polarizzazione con l’America da un lato e Cina e Russia dall’altro. E’ del resto il grande rebus degli europei, fin qui incapaci di essere una entità politica e militare oltre che burocraticamente economica. Nell’Unione Europea funziona poco o nulla, ma senza l’Unione sarebbe gioco facile per Usa da una parte e Cina e Russia dall’altra stritolare i singoli paesi europei. E se l’Unione Europea non prevede la presenza del gigante russo, il gigante russo ha tutto l’interesse a disarticolarla, puntando sugli Orban, sui Salvini, sulle Le Pen.
Dunque che ci sia dialogo fra i partiti di cui sopra ed esponenti russi è ovvio, legittimo e inevitabile. Meno ovvio, naturalmente, sarebbe un passaggio di denaro, ancora tutto da dimostrare.

Il peso della geopolitica
Mentre il dibattito pubblico in Italia è quasi totalmente incentrato sui temi di più facile presa – immigrazione, salvataggi in mare, Ong, pensioni e via dicendo – sfugge sempre più spesso il peso della geopolitica e degli equilibri ad essa connessi. Ne abbiamo avuto un fugace esempio alcune settimane fa con la firma del protocollo sulla ‘via della seta’, con la Cina a fare da partner coi soldi e gli americani preoccupati di uno spostamento degli equilibri di cui sopra. Non appena il governo, soprattutto su spinta del M5s, ha dato l’ok al protocollo, gli Usa hanno subito chiesto spiegazioni a Giorgetti prima e direttamente a Salvini poi, avendo dalla Lega rassicurazioni sulla fedeltà atlantica dell’Italia. E per fedeltà atlantica non si intende solo l’aspetto militare, ma anche quello delle partnership economiche.

Il disappunto russo per il voltafaccia di Salvini
Le rassicurazioni di Giorgetti e Salvini alla Casa Bianca – dove la Lega di governo ha esplicitato la garanzia di permanenza sotto l’ombrello americano – ha avuto l’ovvia conseguenza di indispettire Putin. Il sito Dagospia, in proposito, ha riportato diverse indiscrezioni sulla recente visita del presidente russo a Roma. Un alto funzionario di Putin ha spiegato ai giornalisti russi come funziona la politica estera italica. “Non esiste un capo dei servizi segreti che venga nominato senza l’ok della CIA, così come non esiste un ambasciatore italiano in Israele che venga scelto senza il placet della comunità ebraica italiana”. Le traduzioni dei comunicati stampa sugli incontri a Washington con Pence e Pompeo avrebbero lasciato l’amaro in bocca a Mosca. Secondo i russi “ora che sono arrivati al governo i leghisti hanno capito che all’amico americano, anche se ora è meno interessato alle faccende europee e convinto che l’Italia conti ancora meno, non si può dire di no”.

Il caso Buzzfeed
E qui si torna alla notizia pubblicata da Buzzfeed. Non si sa chi abbia effettuato le registrazioni pubblicate dal sito, ma appare improbabile che un giornalista americano, o chiunque altro, abbia potuto estorcere informazioni così importanti all’Hotel Metropol di Mosca sotto gli occhi dei servizi segreti russi. Più probabile che la notizia sia stata ‘passata’ volontariamente, e che possa rappresentare un messaggio cifrato alla Lega. Del tipo: sappiate che se tornate da mamma America, abbiamo di che screditarvi. E qualcuno si chiede se Salvini non stia tenendo su il governo invece di andare al voto e monetizzare il 40% di cui è accreditato proprio in quanto sotto ricatto. Perché in fatto di geopolitica è facile, facilissimo compromettersi. Nessuno offre soldi in cambio di nulla. E soprattutto non è facile instaurare un certo tipo di rapporti senza perdere la propria sbandierata sovranità. Ancor di più se poi si fa marcia indietro.

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