Roma shock: “200mila romani mangiano una volta ogni due giorni”

I dati diffusi dalle Acli raccontano una situazione drammatica nella capitale

Che la crisi morda – specialmente nelle fasce più deboli della società italiana – è ormai cosa nota; i dati che hanno pubblicato le Acli sulla situazione della povertà a Roma sono però scioccanti oltre il prevedibile, disegnando un quadro in cui circa 200.000 persone hanno iniziato letteralmente a tagliare sul cibo.

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CIBO A GIORNI ALTERNI – se era noto che nella Capitale più di centomila persone vivessero in condizioni di sostanziale povertà, non era ancora stato diffuso il dato che vuole più di duecentomila cittadini (200.934, il 7 per cento del totale) costretti a mangiare a giorni alterni. La formula utilizzata nel documento pubblicato dalle Associazioni cristiane lavoratori italiani c’è una forma più elegante: "Mangiano in maniera adeguata ogni due giorni". La realtà è che in parecchie famiglie si mangia ogni due giorni. (Continua sotto)

I CENTRI DI CARITA’ – Del resto, per avere un’idea di ciò che sta accadendo, è sufficiente passare davanti ai centri che distribuiscono pacchi alimentari: "Nel centro di Trastevere – racconta la responsabile degli aiuti alimentari di Sant’Egidio – arrivano da tutte le parti di Roma, dalla Magliana, da Ostia, da Torrevecchia, da Ottavia, vengono da lontano, attraversano la città per ricevere un po’ di pasta, un po’ d’aiuto. Non clochard, persone che hanno una casa e magari anche un lavoro". "La crisi a Roma morde – dice Mario Marazziti, che ha curato il rapporto di Sant’Egidio – e la ripresa non è ancora arrivata. Il numero delle persone che si rivolge a noi non è sceso, è cresciuto". Perché il dato diffuso dalle Acli, conferma il presidente Roberta Borzì, "è estrapolato dal rapporto 2014 di Sant’Egidio. Ma quei numeri sono confermati dalla realtà che ci passa ogni giorno sotto gli occhi: è possibile che quel dato sia peggiorato perché nei nostri centri arrivano a frotte, poveri insospettabili, persone normali che, adesso, non riescono più a tirare avanti". Aggiunge Zuccari: "Il dato non solo è attuale ma è sicuramente in crescita. Sono tanti quelli che fino all’altroieri avevano una vita accettabile, e invece adesso vengono a chiederci un aiuto per un pacco di pasta. Padri di famiglia, tanti anziani".

AZZERARE GLI SPRECHI – Tutto ciò cozza tremendamente con le circa 20 tonnellate di pane che ogni giorno vengono sprecati nella Capitale. Il progetto “Il pane a chi serve” lanciato proprio dalle Acli permetterà di redistribuirne – spiega Borzì – una tonnellata a settimana". C’è già l’accordo con quattro municipi, anche il centro storico: "Il dato sulla povertà è allarmante – dice il presidente Sabrina Alfonsi – è tempo di azioni efficaci". La Cgil, col segretario Claudio Di Berardino: "I dati diffusi dalle Acli lasciano sgomenti, è inaccettabile".

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