Taglio detrazioni e bonus 80 euro, le risorse per la Manovra

Da tagli, welfare e sconti fiscali "tesoretto" di 12 miliardi

Torna a essere bollente l’asse Roma-Bruxelles: al centro del dibattito ancora la “vexata quaestio” del debito che fa del nostro Paese un sorvegliato più che speciale e in una posizione piuttosto scomoda. Calendario alla mano, la prossima deadline è fissata per il prossimo mercoledì quando la Commissione Europea potrebbe decidere di aprire la procedura d’infrazione. 

A rendere i piani futuri ancora più incerti e complicati, le continue schermaglie tra Lega e CinqueStelle che si punzecchiano a vicenda su un terreno pieno di ostacoli. All’orizzonte nulla di buono: o l’inizio di un fallimento oppure, al massimo, nella “migliore” delle ipotesi, l’inizio di una trattativa durissima.  

Nel frattempo, i tecnici del Governo sono al lavoro per cercare di capire da dove attingere le risorse necessarie per costruire la manovra “monstre” d’autunno  da 30-35 miliardi. 

Una operazione che, come prevedibile, parte decisamente in salita visto che al già lungo e articolo binario che compone il convoglio della Legge di Bilancio 2020 si aggiunge anche il vagone flat tax : la sterilizzazione degli aumenti di Iva e accise da oltre 23 miliardi, il reperimento di 3-4 miliardi per le cosiddette spese indifferibili e la correzione minima per evitare un’ulteriore sfasatura del deficit strutturale. A fare da sfondo, la delicatissima partita che si sta giocando con la UE ormai da mesi. Si parte da una dote minima di almeno 12 miliardi.

Come riporta il Sole24 Ore, “circa un terzo (4-5 miliardi) sarebbe garantito dalla potatura della giunga degli sconti fiscali, al netto della possibile riconfigurazione degli 80 euro (passaggio da “spesa” a detrazione fissa). Anche se nelle intenzioni della Lega sarebbe già ipotecato per coprire almeno in parte l’avvio a vasto raggio dell’operazione flat tax per le famiglie, che per il 2020 dovrebbe assorbire 10-12 miliardi”.  

Un’altra voce utile potrebbe essere rappresentata dalle maggiori entrate fiscali, sulla scia degli incassi dalla lotta all’evasione. Nelle scorse ore, dal Festival di Trento la viceministra dell’Economia, Laura Castelli ha sottolineato che nel primo trimestre ci sono stati “5 miliardi in più di entrate dello Stato rispetto al trimestre precedente” di cui “un miliardo e mezzo dalla fattura elettronica e il resto dalla lotta all’evasione” grazie anche al agli strumenti “inseriti nel decreto fiscale” collegato all’ultima manovra.

Per il momento, dalle parti di Bruxelles  non tira aria di compromesso. Anzi, la linea scelta sembra essere quella del “pugno duro”. Nella giornata di ieri, il commissario agli Affari economici e monetari Pierre Moscovici è intervenuto sull’argomento spiegando che “La Commissione europea farà delle proposte sull’Italia. Se non rispettano affatto le regole, bisognerà che” l’esecutivo euopeo e gli stati “si assumano le loro responsabilità”. Tradotto: porta aperta al dialogo ma sarà Bruxelles a dettare le regole del gioco.  

Conte in conferenza stampa questa sera alle 18:15 – Il Premier Giuseppe Conte parlerà stasera 3 giugno 2019 alle ore 18:15. La preannunciata conferenza stampa è stata ufficialmente annunciata da palazzo Chigi e convocata presso la Sala dei Galeoni.

Un tentativo del Presidente del Consiglio di fare chiarezza dopo l’ennesimo weekend di polemiche, anche sul senso e sul ruolo del 2 giugno, nell’approssimarsi della scadenza di mercoledì, quando Bruxelles comunicherà le sue decisioni sui conti pubblici italiani, aprendo, come detto, quasi certamente una procedura d’infrazione.

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