Risparmio gestito: gli strumenti migliori per mettere da parte i soldi per i figli

In banca o in posta, sono molti gli strumenti pensati appositamente per mettere da parte soldi per i figli: ecco come orientarsi e scegliere il prodotto che fa veramente per voi

E’ un dovere di ogni genitore pensare al futuro dei propri figli: dare alla luce un bambino significa, infatti, assicurarsi che abbia non solo cibo, vestiti e un tetto sulla testa, ma anche le risorse necessarie per completare il suo ciclo di studi e iniziare la sua vita da adulto. Ecco, dunque, che diventa indispensabile mettere da parte i soldi per i figli fin da quando sono piccoli. Gli strumenti sono davvero tanti, per cui è necessario avere le idee chiare al fine di orientare il vostro risparmio verso un obiettivo concreto.

Se volete, ad esempio, mettere da parte un piccolo gruzzoletto da spendere per l’educazione scolastica di vostro figlio, lo strumento più appropriato è il libretto di risparmio; la gran parte degli istituti bancari hanno, nel loro ventaglio di offerte, anche delle proposte ritagliate ad hoc per coprire le esigenze di una famiglia con bambini. I vantaggi di questa soluzione sono la sicurezza dell’investimento e il fatto che si tratta di conti non vincolati, che possono dunque essere riscattati in qualunque momento; lo svantaggio maggiore, invece, è che i rendimenti sono piuttosto bassi (il tasso più elevato è pari all’1,50 per cento, ma in genere si fermano allo 0,75).

Al contrario, se volete garantire al vostro bambino delle somme più elevate, un’ottima soluzione è rappresentata dai buoni fruttiferi postali: attualmente poste italiane propone delle soluzioni pensate proprio per i più piccoli, con cui, nel lungo periodo, si possono ottenere rendimenti piuttosto interessanti. Investendo, ad esempio, al momento della nascita, una somma di 10 mila euro in buoni fruttiferi, una volta raggiunta la maggiore età, vostro figlio potrà disporre di una somma di 13 o 14 mila euro. Occorre, poi, considerare che i bfp hanno lo stesso regime di tassazione dei titoli di stato, vale a dire il 12,5%, anziché il 20.

Guardando, invece, al mercato assicurativo, sono disponibili molte soluzioni alternative per il risparmio destinato ai figli, come, ad esempio, i piani di accumulo di capitale, in cui dovrete versare una piccola rata mensile per un periodo predefinito, oppure i fondi pensione, basati anche questi su piccoli versamenti periodici, lungo un arco di tempo piuttosto ampio. Tenete presente, però, che questi investimenti, oltre ad essere vincolati, presentano un profilo di rischio maggiore rispetto al conto di deposito o ai buoni fruttiferi. E per chi, infine, disponesse di un capitale più elevato, la soluzione migliore potrebbe essere rappresentata da una polizza vita, o, in alternativa, dall’acquisto di un immobile a scopo investimento.

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