Risparmiare e investire con un’app del telefonino. Ecco come

Gimme5, Oval e le altre. Tutte le applicazioni che consentono di mettere da parte un capitale e farlo fruttare, bypassando la banca.

Andrea Telara Giornalista economico finanziario

C’era una volta la vecchia filiale di banca dove i risparmiatori più giovani, appena disponevano di un “gruzzoletto” personale, aprivano il loro primo conto corrente e iniziavano a investire. Per le nuove generazioni nate e cresciute nell’era digitale, il primo contatto con il mondo dei prodotti e dei servizi finanziari avviene oggi sempre più spesso con modalità diverse e innovative, soprattutto attraverso i diffusissimi smartphone, i telefonini di ultima generazione che ci fanno compagnia dalla mattina alla sera durante la vita quotidiana.

Non a caso, per conquistare i clienti meno anziani, alcuni gruppi bancari e case d’investimento italiane e straniere stanno sperimentando nuovi canali, a cominciare proprio dalle applicazioni per gli smartphone. Si tratta nello specifico di app che consentono di eseguire semplicissime operazioni di pagamento ma anche di accantonare e investire somme di denaro con piccoli versamenti mensili o settimanali di pochi euro.

Gimme5, come funziona la app di AcomeA Sgr

Tra le società pioniere nel lancio di questo tipo di servizi c’è la casa di gestione AcomeA Sgr, fondata più di dieci anni or sono da Alberto Foà, un veterano dell’industria del risparmio gestito.  AcomeA ha ideato Gimme5, un salvadanaio digitale che consente di accumulare risparmi nel tempo versando anche soltanto 5 euro alla volta, destinandoli a fondi comuni d’investimento con diverse linee di gestione, scelte dal risparmiatore a seconda della sua propensione al rischio. Per chi è disposto a sopportare qualche perdita nel breve periodo nella prospettiva di maggiori guadagni nel medio e lungo termine, c’è la linea Aggressiva che investe prevalentemente in azioni. Chi è avverso al rischio può scegliere invece la linea Prudente, con un portafoglio composto da titoli di stato e obbligazioni. Infine, c’è anche una linea intermedia, quella Dinamica, che investe in un mix di azioni e di titoli a reddito fisso.

I versamenti a Gimme5 possono essere eseguiti collegando l’applicazione a un conto corrente, a una carta di credito o a qualche altro sistema di pagamento. Gli investitori possono scegliere se attuare dei piani di accumulo del capitale a scadenze predeterminate (per esempio all’inizio di ogni mese) oppure in occasione di particolari ricorrenze. In alternativa, l’utente può scegliere giorno dopo giorno quanto risparmiare in totale libertà e senza vincoli, facendo dei semplici clic sull’app, che si chiamano Joink. A fine mese, Gimme5 calcolerà la somma di tutti i Joink eseguiti dall’investitore. Chi ha attivato un sistema di addebito automatico (Rid o Sdd) non dovrà fare nulla: il risparmio sarà investito automaticamente. Chi non lo ha attivato dovrà invece ricordarsi di fare un bonifico per completare l’operazione. Come già sottolineato, non serve accantonare grosse somme per aprire un piano di investimento. Basta l’equivalente di “un caffè al giorno e di una birra alla settimana”, hanno scritto nel sito web di Gimme5 quelli di AcomeA Sgr, “per riuscire ad accantonare in un anno una  somma di 625 euro”. Si tratta di un piccolo “gruzzoletto” che, per uno studente o un giovane lavoratore con redditi ancora bassi, può rappresentare una conquista importante e un modo per avvicinarsi senza troppa fatica al mondo del risparmio.

 

Oval Money, l’app per pagare, risparmiare e investire

Si rivolge al pubblico degli investitori e risparmiatori più giovani anche Oval Money, un’ applicazione creata da quattro imprenditori italiani (Benedetta Arese Lucini, Claudio Bedino, Edoardo Benedetto e Simone Marzola), operativi tra Torino e Londra. Oval Money, che è partecipata anche dal gruppo Intesa Sanpaolo e ha già più di 500mila utenti, è nata come applicazione che offre servizi di pagamento, a cui sono stati aggiunti poi diversi prodotti d’investimento. Come nel caso di Gimme5, gli utilizzatori dell’app possono infatti destinare piccole cifre all’acquisto di fondi d’investimento, Etf (exchange traded fund) o Etn (exchange traded notes). L’ultima soluzione proposta, in ordine di tempo, si chiama Bitcoin Generation e consente di investire nel popolarissimo (e temutissimo) settore delle criptovalute, che attira sempre molta attenzione tra i giovani.

Altre soluzioni lanciate di recente permettono di investire sul settore del gaming (i produttori videogiochi di nuova generazione che sono sempre più popolari tra i consumatori) o sulle aziende coinvolte nel business della space economy (cioè quell’insieme di attività economiche legate alle esplorazioni dello spazio). Quelli proposti da Oval sono dunque prodotti “settoriali”, che vanno conosciuti bene prima di acquistarli, un po’ diversi da quelli di Gimme5 che invece propone fondi comuni con un portafoglio più diversificato. Pure Oval, come Gimme5, consente di accantonare denaro con modalità innovative: non soltanto versando somme di denaro prestabilite a scadenze fisse ma anche in maniera flessibile, per esempio arrotondando per eccesso la somma di denaro spesa con l’app oppure mettendo da parte una somma di importo variabile, ogni volta che viene effettuato un certo tipo di acquisto.

 

Satispay, il salvadanaio digitale per accumulare risparmi

Diverso, almeno per il momento, è l’approccio seguito da Satispay, applicazione ormai diffusissima che permette di fare transazioni in denaro nei negozi attraverso il telefonino. Per il momento, l’app ha infatti scelto di puntare sui servizi di pagamento e non su quelli di investimento anche se ha comunque attivato un Salvadanaio digitale per accumulare risparmi nel tempo. Anche per Satisppay, come per Oval, gli utenti hanno la possibilità di accantonare le somme di denaro in maniera flessibile, per esempio arrotondando per eccesso l’importo speso (come fosse un piccolo resto messo da parte). Con l’esplosione dei pagamenti digitali tramite il telefonino, i servizi di investimento tramite app stanno interessando pure grandi aziende al di fuori del mondo bancario. E’ il caso del gruppo Enel che ha creato un’app per la gestione delle finanze di famiglia. Si chiama Enel X Pay e consente anche di pagare le bollette, il bollo auto ed effettuare i versamenti alla pubblica amministrazione.

 

Enel X pay, l’app per investire il denaro con Euclidea

Per chi è interessato anche a investire con l’app, Enel X ha stretto una partnership con Euclidea Sim, società che offre servizi di gestione patrimoniale online attraverso i canali digitali. Nello specifico, i clienti di Euclidea possono costruirsi un portafoglio personalizzato in fondi ed Etf (exchange trade fund), secondo diverse linee di rischio scelte dal cliente (attualmente sono disponibili 9 soluzioni diverse). Il costo del servizio è proporzionale alla somma investita, con una commissione che varia tra lo 0,6 e l’1,2% del patrimonio. I clienti hanno a disposizione un team di consulenti che li assiste e che, a differenza di quelli tradizionali operativi in banca o negli uffici finanziari sparsi sul territorio, operano a distanza via internet o tramite il call center.

 

Robinhood e le altre, le app per il trading online

Si rivolgono a un pubblico di investitori un po’ più esperti, invece, le app che consentono di usufruire dei servizi di trading online, cioè la compravendita diretta su internet di azioni, obbligazioni, fondi e strumenti derivati. Non sono ancora disponibili in Italia, almeno per il momento, applicazioni molto popolari negli Stati Uniti come Reddit o Robinhood, salite agli onori delle cronache nei mesi scorsi, dopo essere state luogo di raduno di molti trader indipendenti che hanno unito le forze online per difendere le quotazioni di GameStop, la catena di vendita di videogiochi oggetto di un attacco speculativo da parte di grandi fondi. Anche nel nostro paese, tuttavia, tutti gli intermediari attivi nel trading online hanno una loro app che consente di operare sui mercati anche con il telefonino o il tablet. E’ il caso delle banche pioniere del settore come Fineco, IWBank o WeBank oppure di intermediari specializzati apparsi sul mercato italiano successivamente come eToro, prossimo a quotarsi a Wall Street bruciando sul tempo il concorrente Robinhood.

 

Open banking, che cos’è e perché è importante

Anche se sono ancora poche in Italia, dunque, le app che offrono servizi finanziari sembrano destinate ad avere di fronte a sé un orizzonte di forte cresciuta, proprio per la loro capacità di parlare a un pubblico giovane. Il merito della loro progressiva diffusione è in parte dell’Open Banking, una nuova modalità di erogare i servizi bancari e finanziari che si sta sviluppando grazie  alla direttiva europea sui pagamenti ( PSD2 -Payment Services Directive 2).  Con l’applicazione dell’Open Banking, tutti gli istituti di credito sono obbligati ad aprire le proprie piattaforme tecnologiche (per esempio quelle per gestire i conti correnti online) a soggetti terzi, portando csì maggiore competizione sul mercato, visto che i clienti di una banca potranno accedere più facilmente ai servizi di altri operatori. Tra questi servizi, ci sono proprio quelli della app per investire con gli smartphone, che hanno dalla loro molti punti di forza: sono facilmente scaricabili, veloci nel funzionamento, disponibili in qualunque luogo coperto dalla telefonia mobile e in qualsiasi ora della giornata. L’ideale per la platea dei risparmiatori più giovani, cresciuti nell’era digitale e della globalizzazione, in un mondo che viaggia a velocità accelerata.

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