Risparmi degli italiani, la banca la fa sempre da padrone

Il conto corrente non dà quasi più interessi eppure le famiglie italiane continuano a metterci i loro soldi. Scarsa redditività in cambio di sicurezza. Per le banche vuol dire il 45% degli utili

Il conto corrente non si tocca, soprattutto in tempi di crisi. Sembra questa la regola aurea per il risparmio degli italiani. Anche se i tassi, e di conseguenza gli interessi, sono al minimo storico – e la Banca centrale europea ha appena annunciato che per ora il costo del denaro all’1% resta un livello “appropriato” – mettere i soldi in banca resta la scelta più gettonata.

Lo conferma l’Abi, l’Associazione bancaria italiana, fornendo il dato della raccolta creditizia: a novembre il denaro versato dalle famiglie e piccole imprese sotto forma di depositi è aumentato dell’8,7%. Un dato che sembrerebbe al ribasso se confrontato con il +14,5% dello stesso mese del 2008: ma allora il tasso d’interesse medio di un deposito bancario era del 2,24% mentre ora si viaggia sullo 0,73%.

Per capirci: la redditività di un conto corrente è crollata quasi del 70% ma i risparmi versati continuano a crescere, anche se ad un tasso inferiore. Nel grande clima di incertezza economica i risparmiatori italiani preferiscono la stabilità di un deposito bancario, anche con un  interesse prossimo allo zero, ad altri investimenti potenzialmente più redditizi ma sicuramente più rischiosi.

Banche poco riconoscenti
Ora che la crisi sta trasformando in formiche anche gli Usa, la tradizionale cautela nel risparmio sembra premiare gli italiani. Soprattutto le banche italiane. I loro utili infatti non hanno mai avuto contraccolpi paragonabili, in questi periodi, a quelli di altri settori grazie soprattutto alle famiglie e alle piccole aziende. La cosiddetta raccolta “retail” rappresenta infatti quasi il 30% del portafoglio crediti.

Ma le banche sembrano sputare nel piatto in cui mangiano: sostengono che si tratti di un settore non remunerativo (con utili ridotti) e molto rischioso. Eppure la raccolta dalle famiglie ha assicurato negli ultimi mesi la loro liquidità. E stando alle previsioni di Mediobanca riportate da Il Sole 24 Ore “si prevede che il retail bancario (comprensivo di mutui e crediti al consumo) generi nel 2010 mediamente il 50% dei ricavi e il 45% dell’utile“. Almeno un piccolo ringraziamento le famiglie lo meriterebbero. (A.D.M.)

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