Riscatto di laurea gratis: tutte le novità sulla proposta

Il riscatto di laurea gratuito per i Millennials è una delle proposte che il governo sta varando in questi giorni: sul tavolo, sono tante le riforme per le pensioni

Il riscatto gratis della laurea è una delle proposte che giacciono sul tavolo delle riforme pensionistiche, al varo in questi giorni dal governo. Tra le modalità che potrebbero agevolare il “sì” da parte del Parlamento, c’è quella proposta da Pier Paolo Beretta, sottosegretario al Ministero dell’Economia, che ha ipotizzato due punti cardine intorno ai quali far ruotare questa particolare agevolazione per i Millennials.

Che cosa propone Beretta per riuscire a garantire il riscatto gratuito del titolo di laurea? Innanzitutto, il numero dei beneficiari di questa importantissima agevolazione, che tenterà di garantire anche ai giovani la possibilità di andare in pensione, sarà molto ristretto. Si parlava, appunto, dei Millennials: per Beretta, potrà accedere al riscatto degli anni di studio senza pagare alcun importo soltanto chi sarà nato tra il 1980 e il 2000, anche se si può immaginare il disagio che potrebbero nutrire nei confronti della riforma coloro che sono venuti al mondo l’anno prima o l’anno dopo. Quando si parla di previdenza sociale, il tema è sempre delicato ma il fatto di riservare la gratuità del riscatto di laurea ai Millennials è stata proposta perché chi appartiene alla Generazione Y andrà in pensione con il puro metodo contributivo. Questo, purtroppo, visto l’alto tasso di precarietà del nostro Paese, rischia di comportare una previdenza mensile molto bassa in vecchiaia, a causa della discontinuità del lavoro. Se accettata, questa proposta entrerà in vigore il prossimo anno, e il riscatto gratuito del titolo di laurea sarà effettivo per i ragazzi che si immatricoleranno a partire dal 2018.

Oltre a restringere il campo ai soli Millennials, c’è anche un altro punto fondamentale da rispettare secondo la proposta di Beretta: potranno riscattare gli anni di studio soltanto coloro che avranno conseguito il titolo entro i termini previsti. Per i fuori corso, dunque, non ci sarà possibilità di appello e questo, se la riforma verrà accettata dal governo, potrebbe dare un motivo in più ai giovani per completare il percorso di laurea nei tempi prestabiliti. Negli ultimi anni, le statistiche parlavano di oltre il 50% di studenti che non riescono a laurearsi in corso, numeri piuttosto allarmanti per le nostre Università e, di conseguenza, anche per l’immissione nel mondo del lavoro, con il rischio di iniziare una carriera stabile in età troppo avanzata. O di non iniziarla affatto.

Dall’11 luglio, in Parlamento riprenderà il dialogo sulla riforma delle pensioni, per tentare di garantire ai giovani un futuro dignitoso: sul tavolo, oltre al riscatto di laurea gratuito, provvedimento tra i meno costosi proposti, ci sono anche la pensione di garanzia, i contributi figurativi a inizio carriera e i bonus per le mamme che, per ogni figlio, potrebbero ricevere un anno contributivo in più.

In collaborazione con Adnkronos

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