Rinnovo illegittimo contratti luce e gas: come fare a capirlo

Come capire se si sta subendo il rinnovo illegittimo dei contratti luce e gas da parte del proprio fornitore. 

Alcuni fornitori di luce e gas operanti sul mercato italiano hanno modificato in modo illegittimo i contratti di luce e gas, applicando tariffe differenti ai propri clienti. Si tratta di un tema molto caldo, finito nel mirino dell’Antitrust. 

Nella pratica, il rinnovo illegittimo di alcuni contratti luce e gas è consistito in aumenti di prezzo, cosa che non è possibile fare in relazione a una norma del decreto Aiuti bis, che scopriremo nelle prossime righe.

Al fine di aiutare i consumatori a contrastare una situazione di questo tipo e, prima di cambiare eventualmente fornitore, ricevere un eventuale rimborso, ecco alcune informazioni che potrebbero tornare molto utili. 

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Rinnovo illegittimo contratti luce e gas: le regole in vigore

Sono diversi i consumatori che, nel corso delle ultime settimane, hanno ricevuto da parte dei propri gestori luce e gas una comunicazione sulle modifiche unilaterali dei contratti, in cui sono state modificate le condizioni economiche. 

In altri casi, invece, è avvenuta una vera e propria rescissione dei contratti in essere perché, vista la situazione attuale, non rappresentano più un vantaggio per i fornitori – si pensi, per esempio, contratti con prezzo bloccato per periodi medio-lunghi. 

Una situazione ingiusta, che ha portato l’Antitrust, Autorità garante della concorrenza e del mercato, a intervenire prontamente. Tali modifiche alle condizioni economiche e le risoluzioni contrattuali indebita appaiono, infatti, illegittime

A conti fatti, oggi ci sono già 2,6 milioni di consumatori che stanno pagando più di quello che sarebbe possibile fare per legge. Dal 10 agosto 2022 è infatti in vigore il divieto di modifica unilaterale dei contratti

Di conseguenza, il consumatore che ha subito un incremento del costo di luce e gas in bolletta dopo tale data ha il diritto di richiedere non solo il ritorno alle vecchie condizioni economiche, ma anche un rimborso. Ha infatti pagato costi in più, attualmente non consentiti dalla legge. 

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La norma contro i rinnovi illegittimi di luce e gas

Nella pratica, dunque, quello che gli operatori di luce e gas non possono fare è prevedere delle condizioni peggiorative rispetto a quelle previste da contratto, se tale modifica è stata prevista dopo il 10 agosto 2022. 

La norma salva-bollette è contenuta nel decreto Aiuti bis (il DL 115/2022) introdotto dal governo Draghi. Fino al 30 aprile 2023 è stato previsto che le clausola presenti nel contratto, con le quali è possibile modificare le condizioni dello stesso – prezzo compreso – non sono valide

Se le modifiche erano già in vigore prima del 10 agosto 2022, allora i consumatori potranno solamente scegliere di esercitare il proprio diritto di recesso, optando per un fornitore più economico tra quelli disponibili nel mercato libero. 

In base ai dati disponibili, sono stati 7.546.963 gli utenti coinvolti nelle variazioni “truffaldine” delle condizioni economiche delle forniture di luce e gas, tra i quali troviamo non solo consumatori diretti, ma anche condomini e microimprese. 

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Come difendersi dalle modifiche illegittime

Le rimodulazioni, quindi decisioni in cui si cambiano termini e condizioni di un contratto in essere, sono molto diffuse non solo in ambito energia e gas, ma anche e soprattutto nel settore della telefonia mobile. 

Di norma, sono legali: si riceve una comunicazione da parte del proprio fornitore. Si può scegliere liberamente se accettarla, oppure rescindere il contratto e andare alla ricerca di una soluzione più conveniente. 

Considerato l’intervento da parte dell’Antitrust, dovrebbero in teoria essere le società che hanno applicato il rinnovo illegittimo dei contratti luce e gas (o il mancato rinnovo) a procedere con l’applicazione delle condizioni corrette in modo automatico

Tuttavia, ipotizzando che, come spesso accade, ciò non dovesse avvenire, si consiglia di inviare un sollecito all’azienda, effettuando per esempio un reclamo tramite siti specializzati a sostegno dei consumatori. 

La norma attualmente in vigore è valida per le offerte attive sul mercato libero, mentre non trova applicazione del mercato tutelato, nel quale comunque le tariffe vengono stabilite da ARERA, l’Autorità di regolazione del mercato dell’energia. Questo significa che le modifiche unilaterali delle tariffe non potranno essere in alcun modo applicato. 

Per chi si trova nel mercato libero, in una situazione simile è molto importante analizzare il contratto, in particolare vedere se la propria fornitura prevede una tariffa fissa o variabile. Nel primo caso, quindi per il prezzo bloccato, la variazione del costo da pagare è illegittima, quindi non potrà essere applicata. 

Nel secondo caso, considerato che il prezzo da sostenere ogni mese varia in relazione all’andamento del mercato all’ingrosso, non è altresì possibile procedere con una modifica unilaterale – quindi attualmente illegittima – del contratto di luce e gas già attivo.