Rincari bollette della luce: l’aumento sarà di 2 euro in più per tutti

Morosi e bollette della luce, l’aumento per i consumatori sarà di 2 euro

Le bollette della luce non pagate dai “furbetti” ci costeranno, in media, 2 euro all’anno. Una cifra molto lontana dai 35 euro paventati da una bufala che girava nei giorni scorsi, ma comunque sufficiente a far infuriare i clienti onesti che pagano regolarmente le bollette.

È stata l’Arera, l’Autorità di settore, a stimare l’impatto sui clienti domestici delle bollette non pagate dagli 1,2 milioni di evasori della luce. I consumatori in regola pagheranno solo una parte degli oneri di sistema non versati dai “furbetti” della luce. Si presume che le aziende o i grandi condomini dovranno pagare qualcosa in più.

COSA SONO GLI ONERI DI SISTEMA – Si tratta di una voce (slegata dal consumo della luce) presente in tutte le bollette elettriche ed è composta da una serie di gabelle introdotte nel corso degli anni da leggi e decreti ministeriali. Gli oneri di sistema non sono altro che delle tasse infilate nelle bollette che ne aumentano il conto finale. Di tutte, però, quella che incide di più è la A3, cioè gli incentivi alle fonti rinnovabili e assimilate.
Ad oggi gli oneri di sistema che paghiamo al nostro operatore vengono a loro volta girati ai distributori di energia, che li versano nelle casse del Gse. I clienti che non pagano le bollette, però, creano un danno economico sia ai propri operatori che ai distributori, che anticipano il denaro e se non lo ricevono dai venditori lo perdono per sempre, perché si tratta di crediti inesigibili.

COSA È CAMBIATO – La delibera prevede che questi oneri irrecuperabili debbano essere versati dal cliente finale. Fino a pochi giorni fa, invece, il rischio legato alla morosità era esclusivamente in capo a venditori e distributori. Cosa è successo dunque? L’Autorità dell’energia si è dovuta adeguare alle sentenze del Consiglio di Stato e del Tar della Lombardia, cui si erano appellati alcune società venditrici. Ma nel frattempo si è appellata alla Cassazione per cercare di annullarne gli effetti. Il tribunale amministrativo ha infatti contestato il meccanismo in atto fino ad ora: venditori e distributori devono anticipare i soldi, indipendentemente dal fatto che li abbiano ricevuti. L’Autorità dell’energia ha anche puntato il dito contro governo e parlamento, avvisati per tempo del possibile aumento delle bollette.

CRITICHE LE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI – Intanto però le associazioni di consumatori non credono che l’aumento sarà solo di 2 euro. “Questo è l’effetto previsto come conseguenza della delibera n. 50, già entrata in vigore, non della delibera 52, che purtroppo estende anche a favore dei venditori quanto la delibera 50 prevede per i soli distributori – ha detto Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori. “Questo meccanismo equivale a far pagare ai consumatori il rischio di impresa. Una cosa assurda e contraria al presunto libero mercato che si vorrebbe instaurare a partire dal primo luglio 2019. Per questo Unc ha chiesto un incontro tra associazioni aderenti al Cncu (consiglio nazionale consumatori e utenti), il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda e la stessa Arera” conclude Vignola.

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