Rimodulazioni tariffarie: in Senato c’è un disegno di legge 5 Stelle che le vuole bloccare

Un disegno di legge per bloccare l'aumento delle tariffe di telefonia mobile: qualcosa si smuove in Senato

Da sempre la questione relativa all’aumento tariffe di telefonia mobile è stato oggetto di discussioni e valutazioni.

Da una parte ci sono le compagnie telefoniche che cercano di far quadrare i conti, dall’altra i clienti che vorrebbero una maggiore chiarezza su importi e costi aggiuntivi, nel mezzo le autorità che – con vari interventi e tentativi – cercano di tutelare il più possibile gli utenti.

Dell’argomento, proprio in questi giorni, si è tornato a parlare perché c’è un disegno di legge presentato dal M5S bloccato al Senato che ha appunto come obiettivo quello del blocco delle rimodulazioni tariffarie. Il disegno di legge è attualmente in discussione alla Commissione Lavori pubblici del Senato e, pur puntando principalmente alle rimodulazioni tariffarie di cellulari e linee mobili, vuole estendersi anche ad altri settori come quello della pay Tv. Ciò che il progetto di legge prevede, come detto, è un blocco delle rimodulazioni ma – è bene precisarlo subito – temporaneo.

Come si legge nella proposta presentata in Senato, “gli operatori di telefonia, di reti televisive e di comunicazioni elettroniche non possono modificare le condizioni giuridiche ed economiche dell’offerta prima che siano trascorsi sei mesi dalla stipula del contratto”. Questo serve per mettere un freno ai cambiamenti repentini e inaspettati dei piani tariffari con cui spesso i fruitori di questi servizi devono fare i conti.

È un intervento che serve a tutelare i consumatori e che vede in prima linea le autorità, pronte ad intervenire in caso di abusi. Seguendo questa linea, infatti, è stata fatta una serie di aggiunte al testo del decreto, tutto questo per rendere chiari fin da subito i costi di ogni piano di abbonamento.

Quello che le Autorità si prefiggono, in questo senso, è far sì che “gli operatori dei servizi di telefonia mobile assicurino la piena trasparenza delle offerte“, fin dall’invio dei messaggi pubblicitari. Le promozioni, così come le comunicazioni tra operatore e cliente, devono quindi essere esposte in maniera semplice, in modo da “facilitare la comprensione della tariffa e del prezzo complessivo relativo ai servizi acquistati mediante sottoscrizione del contratto di attivazione”.

Il prezzo dell’offerta, inoltre, dovrà essere esplicato fin da subito e – cosa più importante – completo di tutti i costi accessori ,come “oneri complessivi derivanti dall’attivazione o dall’utilizzo dei servizi di traffico voce, dati, messaggistica istantanea e dei servizi ancillari” (dove per “servizi ancillari” di telefonia mobile si intendono “i costi di attivazione del servizio, di attivazione e fruizione del piano tariffario, di trasferimento ad altro operatore, di utilizzo del servizio di segreteria telefonica, di verifica del credito residuo disponibile, di utilizzo di software e applicazioni, nonché di ogni ulteriore servizio pre-attivato o non disattivabile la cui fruizione comporti un aumento del prezzo complessivo corrisposto dal consumatore durante il periodo di fatturazione”).

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