Rimborsi ai truffati dalle banche: quali sono i requisiti per presentare domanda

Al via gli indennizzi destinati ai risparmiatori truffati dalle banche

Buone notizie per i risparmiatori che sono stati truffati dalle banche in crisi: stanno infatti per partire i rimborsi.

Non è passato poi così tanto tempo dallo scandalo che aveva coinvolto diverse banche quali Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, CariChieti, Cassa di Risparmio di Ferrara, Banca Marche, Popolare Vicenza, Veneto Banca. Queste ultime, per far fronte a una loro crisi interna avevano attinto ai conti dei loro risparmiatori, provocando non pochi problemi finanziari agli stessi.

E ora, Tria ha posto la sua firma sul decreto che dà il via all’operatività di un Fondo di un miliardo e mezzo in tre anni e disposto per rimborsare i risparmiatori truffati dalle banche.

Come funzionano i rimborsi

Il fondo, gestito dalla Consap (Concessionaria servizi assicurativi pubblici), attinge in parte anche dai “conti dormienti” di alcuni risparmiatori. Si tratta di somme – spesso anche importanti – provenienti da conti correnti e polizze “dimenticate” per avventuo decesso e mancata segnalazione prima da parte del titolare del conto o anche perché non ci sono eredi che rivendicano le somme presenti in questi conti.

E sarà la stessa Consap che metterà a disposizione tutte le informazioni riguardo le modalità e i documenti necessari per ricevere il rimborso, su una piattaforma web dedicata.

Per coloro che hanno un reddito non superiore ai 35.000€ o sono in possesso di un patrimonio immobiliare entro la soglia dei 100.000€, gli indennizzi saranno automatici. Inoltre, è previsto che – se il rimborso non supera i 100.000€ per ogni persona risarcita – si abbia diritto a un ristoro di percentuale rispetto al costo d’acquisto, ovvero il 95% per le obbligazioni subordinate e il 30% per le azioni.

Come si potranno ottenere i rimborsi

Le condizioni per avere l’indennizzo sono le soglie previste, ma non solo. Il risparmiatore truffato deve rientrare nelle diverse tipologie di “violazioni massive” che sono previste dalle vigenti normative europee. Dunque l’utilizzo di strategie di marketing legate “all’erogazione di finanziamenti o altre forme di credito”, ma anche l’aver effettuato una vendita o un collocamento senza che ci si fosse assicurati del profilo adeguato dell’acquirente e che lo stesso ne avesse piena consapevolezza.

Nel frattempo, il Ministero si sta occupando della nomina di una commissione tecnica apposita che definirà le modalità di presentazione delle domande per la richiesta degli indennizzi. Il tutto, come affermato dallo stesso Ministero, per dare il via al pagamento dei rimborsi il prima possibile.

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