Riforma Pa: le partecipate passano sotto il diretto controllo di palazzo Chigi

Il controllo delle società partecipate non sarà più di competenza del Ministero dell'Economia

Il controllo delle società partecipate potrebbe passare sotto l’ombrello di Palazzo Chigi e non più del Ministero dell’Economia. Sarebbe la novità di uno dei decreti attuativi della riforma della Pubblica Amministrazione che saranno approvati dal consiglio dei Ministri o venerdì 15 o, con più probabilità, venerdì 22. La “rivoluzione” nelle società partecipate è un punto cardine della riforma della P.A, che punta a ridurre i numeri dei consiglieri dei cda con un risparmio di spesa e una maggiore semplificazione delle partecipate.

L’ORGANO DI VIGILANZA – Il decreto prescrive innanzitutto una ricognizione delle partecipazioni. Dopo di che niente dovrebbe più sfuggire al ‘cervellone’, una sorta di grande fratello delle società pubbliche, che terrà tutto sotto controllo attraverso un apposito elenco. Il nome ufficiale è “Organo di vigilanza delle società a partecipazione pubblica” e avrà anche poteri di ispezione, ma ancora non è stato deciso se sarà istituito presso il Dipartimento della Funzione Pubblica o al ministero dell’Economia.

I NODI – Il governo è al lavoro su una diecina di decreti attuativi della legge delega approvata dalle Camere. Tuttavia è più che probabile un rinvio al Cdm della prossima settimana. D’altra parte restano ancora alcuni nodi da scogliere che toccano diversi capitoli, dalla stretta sulle partecipate all’accorpamento della Forestale, passando per il cosiddetto Freedom of informatioin act (Foia), che obbliga le amministrazioni a una completa trasparenza nei confronti dei cittadini.

ALTRE NOVITA’ – Il lavoro di limatura prosegue anche per il testo che riforma le Camere di Commercio e qualcosa sta cambiando anche nel provvedimento che introduce il nuovo Codice dell’amministrazione digitale, con l’anticipo al 2018 del domicilio digitale, l’indirizzo elettronico che manderà definitivamente in pensione la vecchia cassetta postale. Sono ancora da superare delle resistenze sul fronte trasparenza, dato che con l’arrivo del Foia chiunque potrà chiedere un dato a qualsiasi amministrazione, senza bisogno di motivazioni. La risposta dovrà arrivare entro trenta giorni altrimenti si incorre in sanzioni (in materia sarà competente l’Anac). In dirittura d’arrivo anche il decreto che concretizza il taglio delle autorità portuali, portandole da 24 a 15.

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