Riforma MES Fondo Salva-Stati: cosa ha ottenuto Gualtieri (e l’Italia)

Vladis Dombrovskis, vice presidente della Commissione europea: "Non mi aspettavo questa reazione dall'Italia"

“Un accordo di principio” con la firma vera e propria che però slitta al 2020. Tradotto: si prende tempo per cercare di sciogliere i nodi sulla Riforma del Mes, il Meccanismo europeo di Stabilità, questione sulla quale in particolare nel nostro Paese si è scatenata una gazzarra che ha messo addirittura a rischio la tenuta del Governo che nel frattempo traballa pure sulla manovra. 

“Quello che è stato definito è un accordo di principio che dovrà essere finalizzato in linea con le procedure nazionali, quindi non è stato finalizzato”: questo l’annuncio del Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri al termine della riunione fiume dell’Eurogruppo a Bruxelles lo scorso 4 dicembre.

COSA HA OTTENUTO L’ITALIA 

“Abbiamo ottenuto una cosa importante che è la possibilità di una subaggregazione dei titoli. Una cosa tecnica che verrà menzionata nella lettera sulle conclusioni del presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno che per l’Italia era importante. Questo aspetto richiederà un lavoro aggiuntivo all’inizio dell’anno nuovo, solo dopo il quale sarà possibile la finalizzazione dell’accordo, e poi la firma e le procedure di ratifica”.

La riforma del Mes, nella versione concordata a giugno, prevede che a partire dal 2022 le clausole di azione collettiva annesse ai titoli di Stato europei a partire dal 2013 siano sostituite da clausole single limb.  Con le attuali, conosciute come “dual limb“, per arrivare alla ristrutturazione del debito è necessario un voto a maggioranza qualificata da parte dei detentori di ogni singola serie di titoli emessi e un altro per tutte le serie insieme. Con le single limb, come il termine suggerisce, per cambiare le condizioni di rimborso basterebbe un unico voto complessivo, scavalcando quello per singola emissione.

  
L’Italia ha spinto per introdurre un elemento di flessibilità ottenendo che venga esplicitamente menzionata la possibilità di prevedere in determinati casi, all’interno delle Single limb cacs, delle “subaggregazioni“. Gruppi di titoli simili potrebbero quindi essere aggregati in modo da chiamare al voto solo i loro detentori.

DOMBROVSKIS: NON MI ASPETTAVO QUESTA REAZIONE DALL’ITALIA 

Sulla questione è intervenuto anche il vice presidente della Commissione europea, Vladis Dombrovskis, che in un’intervista al Corriere della sera, ha affermato di esser rimasto sorpreso per la reazione dell’Italia sulla riforma del Mes.

MAI STATA RISTRUTTURAZIONE AUTOMATICA DEBITO 

“Non mi aspettavo questa reazione a uno stadio così avanzato, dopo una lunga discussione ,ha detto. La riforma del Mes contiene importanti innovazioni, soprattutto il backstop per il Fondo unico di risoluzione che aumenterà la stabilita’ per tutti i paesi dell’Area Euro. Ho sentito preoccupazione per una ristrutturazione automatica del debito, ma non c’è questo automatismo, nè nel Mes attuale nè nel Trattato della riforma.

FELICE PER ACCORDO DI PRINCIPIO 

Infine, il tono si fa più disteso. “Sono felice che un accordo di principio sia stato trovato l’altra notte – ha chiosato  Dombrovskis – in modo da rassicurare l’Italia su specifiche preoccupazioni che aveva manifestato”. 

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