Riforma del Patto di stabilità Ue: tre possibili mosse

La neo presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, si appresta ad affrontare un percorso ambizioso attraverso una versione aggiornata del Patto di stabilità

La neo presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, si appresta ad affrontare un percorso ambizioso insieme alla squadra appena nominata, che potrebbe portare prima della fine dell’attuale legislatura europea alla modifica dei Trattati istitutivi dell’Unione economica e monetaria attraverso una versione aggiornata del Patto di stabilità.

Ne ha parlato anche il presidente Mattarella, esponendo al forum Ambrosetti di Cernobbio le sue linee guida per affrontare la sfida con “una nuova Europa, più coesa, che riveda le proprie regole per affrontare le sfide del futuro, cambiando il Patto di Stabilità per investire di più in infrastrutture, innovazione, ricerca ed educazione”.

Come riporta Il Sole 24 Ore, quella che si appresta ad affrontare la Commissione è una riforma in tre mosse.
La prima consiste nel semplificare i meccanismi e rafforzare la comunicazione sulla flessibilità approvata nel gennaio del 2015 dalla Commissione Juncker. Flessibilità di cui l’Italia ha beneficiato più di altri, ottenendo 30 miliardi dal 2015 al 2018. Lo stesso presidente del Consiglio Conte nel corso del suo discorso programmatico alla Camera, ha ricordato che occorre semplificate le regole del Patto di stabilità “evitare effetti pro-ciclici, e sostenere gli investimenti a partire da quelli legati alla sostenibilità ambientale e sociale”.

La seconda mossa è il confronto politico tra i paesi membri che porti ad alcune misure concrete, tra cui il possibile scorporo dal calcolo del deficit di investimenti destinati a opere infrastrutturali fondamentali (materiali e immateriali) e diretti a finanziare la green economy, in linea con il Green new deal contenuto nel programma del nuovo governo.

L’ultima è la revisione dell’attuale governance economica europea, insieme al completamento dell’unione bancaria attraverso la garanzia europea sui depositi bancari. L’iter sarà lungo e complesso, da sottoporre poi all’approvazione di tutti gli Stati membri. Tra le cose da aggiornare, anche lo stesso meccanismo sanzionatorio previsto dall’attuale disciplina di bilancio europea (poco o in alcuni casi mai adottato finora).

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