Ricchezza nel mondo: Italia scivola al 16mo posto, Svizzera perde il primato

In vetta gli Stati Uniti con asset netti pro-capite per 177mila euro

(Teleborsa)Tenetevi, anzi, teniamoci forte perché l”Italia scivola al sedicesimo posto nella classifica mondiale della ricchezza finanziaria, con un valore pro-capite di 54.530 euro, superata dalla Francia, ma ancora davanti alla Germania dove gli asset netti finanziari restano sotto i 50mila euro pro-capite. Lo rivela l’Allianz global wealth report che rappresenta una fotografia sull’andamento e la distribuzione della ricchezza finanziaria nel mondo.

Non una caduta libera, ma sono comunque lontani i tempi, belli, quando nel lontano 2000 il Belpaese  si collocava al sesto posto mondiale, subito dopo la Gran Bretagna che pure lei è scivolata all’undicesima posizione.
In una classifica piuttosto consolidata, da registrare il sorpasso in testa. Gli Stati Uniti arrivano in vetta togliendo il primato alla Svizzera con asset netti pro-capite per 177mila euro, grazie a una crescita del 5,8% nel corso dell’anno scorso. Nel complesso, il ranking evidenzia una struttura nota, con i Paesi scandinavi e asiatici nelle posizioni dominanti. Un unico paese dell’Eurozona – i Paesi Bassi – riesce a collocarsi nella rosa dei primi dieci classificati per asset pro-capite netti e lordi. I risultati del report mostrano che nel 2016 la ricchezza privata non ha risentito delle turbolenze innescate dal mutato scenario politico globale: dopo un trend debole nel 2015 (+4,7%), gli asset finanziari1 sono nuovamente cresciuti del +7,1%, raggiungendo più o meno la media degli incrementi post-crisi. A livello globale, gli asset finanziari sono aumentati a un massimo storico di quasi 170 trilioni di euro.
Il rapporto offre una panoramica anche sulla distribuzione della ricchezza che sin dall’inizio del nuovo millennio è stata caratterizzata da un particolare fenomeno: la robusta crescita della classe media mondiale. Il numero di persone nel pianeta classificate in questa categoria è più  che raddoppiato nel periodo in esame, passando da circa 450 milioni nel 2000 a oltre un miliardo di persone oggi. La gran maggioranza di persone che hanno raggiunto la classe media veniva da classi più povere, con oltre 600 milioni di persone che hanno visto migliorare la propria posizione dal 2000. Nonostante l’emergere di una nuova classe media mondiale, siamo ancora ben lontani da una distribuzione della ricchezza “equa”.
TUTTO NELLE MANI DI POCHI – Dividendo la popolazione dei cinquanta paesi analizzati in frazioni di decimi (decili) per valore di asset finanziari netti, risulta chiaro come il 10% dei più  ricchi controlli il 79% della ricchezza finanziaria netta nel mondo. Tuttavia, tale concentrazione di ricchezza era ancor più elevata nel 2000, raggiungendo il 91%. 
“L’Allianz Global Wealth Report di quest’anno – commenta l’ad di Allianz Italia Klaus-Peter Roehler – ci restituisce una fotografia finanziaria dell’Italia in cui gli asset finanziari netti dei privati nel 2016 sono rimasti stabili (+0,1%) a fronte di un incremento nell’Eurozona pari al +4,6%. La ricerca indica inoltre che gli italiani in questi anni di difficoltà economiche e di bassi tassi d’interesse hanno potuto integrare i redditi da lavoro destinando ai consumi una parte di ricchezza (circa 5.400 euro pro-capite nel periodo 2012-2016) ottenuta grazie ai buoni rendimenti sugli investimenti finanziari (+4,6%).
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