Retribuzioni, ancora ostaggio della crisi: invariate a settembre

Lo dice l'Istat. Sul fronte contratti: 5,3 milioni di dipendenti in attesa rinnovi

(Teleborsa) Ripresa: a che punto siamo? La crisi devastante che ha investito l’Italia sta finalmente per salutarci dopo anni e anni? Quando si potrà finalmente tornare ai tanti amati livelli pre-crisi coi portafogli degli italiani che torneranno di nuovo a gonfiarsi? Sono soli alcuni degli interrogativi coi quali ci ogni giorno. Per carità, piccoli incoraggianti passi avanti si registrano ma la luce alla fine del tunnel sembra ancora lontana. O comunque, per i più ottimisti, non tanto vicina. Insomma, sembra proprio che ancora non si muova. A far da termometro della situazione l’indice delle retribuzioni. Resta, infatti, invariato l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie a settembre rispetto al mese precedente, in aumento dello 0,2% rispetto a luglio e dello 0,6% nei confronti di settembre 2016. Nei primi nove mesi del 2017 la retribuzione oraria media è cresciuta dello 0,4% rispetto al corrispondente periodo del 2016.

Lo rende noto l’Istat, precisando che con riferimento ai principali macrosettori, a settembre le retribuzioni contrattuali orarie registrano un incremento tendenziale dello 0,7% per i dipendenti del settore privato (0,5% nell’industria e 0,9% nei servizi privati) e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione. I settori che presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono: estrazioni minerali e legno, carta e stampa (entrambi 1,7%). Si registrano variazioni nulle nei settori dei pubblici esercizi e alberghi, dei servizi di informazione e comunicazione, delle telecomunicazioni e in tutti i comparti della pubblica amministrazione. Si registra una variazione negativa nel settore dell’acqua e servizi di smaltimento rifiuti (-1,1%).

Contratti: 5,3 milioni di dipendenti in attesa rinnoviNel periodo luglio-settembre, prosegue l’Istat, non sono stati recepiti nuovi accordi e nessuno è venuto a scadenza. Alla fine di settembre 2017 i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica riguardano 7,6 milioni di dipendenti (58,7% del totale) e corrispondono al 55,8% del monte retributivo osservato. Complessivamente i contratti in attesa di rinnovo a fine settembre sono 35 relativi a circa 5,3 milioni di dipendenti (41,3%) invariati rispetto al mese precedente.
L’attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è in media di 68,5 mesi. L’attesa media calcolata sul totale dei dipendenti e’ di 28,3 mesi, in crescita rispetto a un anno prima (27,4).
Retribuzioni, ancora ostaggio della crisi: invariate a settembre