Rete Unica, Ex llva, Alitalia: i dossier economici che agitano il Governo

Con la crisi innescata della pandemia settori strategici per il Paese finiscono nell’orbita pubblica ma la strada è tutta in salita

Autunno caldo per il Governo che guarda all’appuntamento ormai prossimo delle elezioni regionali in programma il prossimo 20 e 21 settembre con interesse e apprensione.

Al di là delle dichiarazioni ufficiali, non è certo mistero che una eventuale debacle delle forze al comando a livello nazionale, Pd e Cinquestelle, finirebbe per creare un vero e proprio tsunami all’interno della maggioranza che cammina su un filo ormai da mesi. A complicare ancora più i piani del Governo l’esplosione della pandemia che ha cambiato le carte in tavola, facendo piombare il nostro Paese in una delle peggiori crisi di sempre. Tradotto: la strada per il Conte bis è tutta in salita. Tanti i dossier economici ai quali si cerca di metter mano dal tempo che coinvolgono grandi aziende e settori strategici per il Paese chiamato a rialzarsi quanto prima.

Negli ultimi giorni, è decollata l’idea (della quale in realtà si parla da anni)  di una Rete fissa unica e ultraveloce per collegarsi a internet con Cassa Depositi e Prestiti, il braccio finanziario pubblico, che avrà un ruolo centrale.
Il progetto prevede la fusione dell’infrastruttura di Tim con quella di OpenFiber. Obiettivo dichiarato garantire a tutti gli operatori l’accesso ai servizi, per farlo però bisognerà tracciare il perimetro delle regole trovando un giusto equilibrio tra i   i ruoli del socio pubblico e di quello privato all’interno della stanza di comando del nuovo colosso,  AccessCo.

C’è poi il dossier, non meno delicato, che riguarda l’ex Ilva. Il progetto che sta mettendo in piedi il Governo per l’ex Ilva mira a garantire i livelli occupazionali e produttivi. Ha assicurato poche ore fa il Ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, intervenendo a un evento del Pd a Taranto.

“Definiremo un progetto credibile e ambizioso – ha detto il Titolare del Tesoro – di rilancio, decarbonizzazione e risanamento ambientale di Ilva, che faccia di questo tema uno dei punti qualificanti del Green New Deal italiano ed europeo. Con una disponibilità del Governo a coinvestire in questo progetto e con la scelta di inserirlo tra le priorità del Recovery Plan”.

“E’ una strada difficile ma possibile e non ce ne sono altre – ha aggiunto – perchè è del tutto evidente che un’Ilva abbandonata a se stessa, senza prospettive, non sarebbe solo un problema industriale ma sarebbe anche un problema ambientale. E’ quindi una strada obbligata che ci impone di agire con forte determinazione e anche capacità innovativa”.

Dulcis in fundo, Alitalia, una vera e propria telenovela della quale non si vede ancora la fine. Un “aiutino” intanto è arrivato da Bruxelles che ha  allentato le maglie sugli aiuti di Stato ma, se non arriverà un partner privato, Roma dovrà dimostrare che la nuova iniezione di risorse non andrà sprecata.

I Sindacati intanto restano alla finestra e non staranno a guardare. Il 18 settembre “saremo nelle piazze in una grande mobilitazione unitaria per l’apertura di una stagione nuova, di vero dialogo e collaborazione sociale nella definizione delle riforme necessarie alla ripartenza. A cominciare dalla legge di Bilancio bisogna costruire insieme un Progetto-Paese che raccordi gli interventi di coesione e protezione sociale a una poderosa strategia anticiclica”. Lo ha detto nelle scorse ore il segretario generale aggiunto della Cisl, Luigi Sbarra, puntando l’attenzione sugli investimenti per “rilanciare” anche l’occupazione, sull’utilizzo di “tutte” le risorse europee e sulle diverse questioni aperte, dalla riforma degli ammortizzatori al rinnovo dei contratti alla politica industriale: “C’è da dare una svolta decisa alla gestione delle circa 150 grandi vertenze nazionali, che coinvolgono circa 200mila lavoratori”, dall’ex llva ad Alitalia, da Whirlpool a Blutec.

“Saremo in piazza per il rinnovo dei contratti nazionali di lavoro pubblici e privati, per contrastare l’intransigenza di Confindustria e per una legge sulla rappresentanza che cancelli i contratti pirata e dia valore generale alle norme, ai diritti ed ai salari dei contratti nazionali”ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.

Nel Paese “c’è un‘emergenza occupazionale da affrontare: ci sono troppe vertenze aziendali per le quali bisogna trovare soluzioni immediate e c’è l’urgenza di approntare una riforma degli ammortizzatori sociali, fondata sulle politiche attive del lavoro, per scongiurare i rischi di un’ingestibile crisi sociale” ha detto il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri.

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