Un registro europeo contro evasori e paradisi fiscali

Pugno duro della Ue: pubblicazione dei nomi di chi crea società e apre conti nei paradisi fiscali e scambio di informazioni tra i vari Paesi

Le ricetta per tagliare le gambe ai centri offshore arriva da Strasburgo. Il Parlamento europeo ha infatti approvato una serie di misure draconiane contro evasori e paradisi fiscali.

Si tratta di: un registro europeo con i nomi di chi ha creato società e aperto conti in paradisi fiscali; scambio automatico di informazioni in tutti i Paesi; allargamento del raggio di applicazione della direttiva 2003/48/CE sulla tassazione dei redditi da risparmio; creazione di un sistema di incentivi per il recupero di crediti fiscali transfrontalieri.

L’Assemblea ha inoltre esortato l’Ue ad adottare misure che impediscano l’abuso del principio di residenza alle società di comodo che – attraverso regimi di domicilio e proprietà fittizi – puntano a evitare ai proprietari effettivi di pagare le tasse nel loro Paese di domiciliazione.

La ricetta di Strasburgo è una vera e propria “manovra d’accerchiamento” dell’evasione e va vista nel suo complesso.
Se infatti l’istituzione del registro pubblico punta a svelare i veri beneficiari celati dietro alle società offshore, l’allargamento della direttiva 2003/48/CE a Singapore, Hong Kong, Macao, Dubai, Nuova Zelanda, Ghana e alcuni stati degli Usa ha una funzione deterrente.

D’altra parte, gli incentivi per il recupero di crediti fiscali transfrontalieri puntano ad aumentare l’attuale tasso di recupero del 5%. E questo, ripartendo in modo equanime le entrate derivanti dalla riscossione delle imposte non pagate tra l’amministrazione che recupera crediti fiscali per conto di uno Stato membro e l’aniministrazione di quest’ultimo.

Un registro europeo contro evasori e paradisi fiscali
Un registro europeo contro evasori e paradisi fiscali