Regali indesiderati, la verità dietro la politica dei resi: ecco quanto ci costano

Non è affatto vero che i resi degli acquisti online sono completamente gratuiti: ci sono costi nascosti anche piuttosto pesanti

Ogni anno la situazione peggiora sempre di più, con danni economici e ambientali sempre più complessi da calcolare. E, difficile a credersi, non ci riferiamo a chissà quale disastro finanziario o ecologico avvenuto in chissà quale parte del mondo. Molto più semplicemente, parliamo del “dramma” dei regali indesiderati e dei resi a loro connessi che, complice l’esplosione dell’e-commerce, hanno ormai raggiunto proporzioni epocali.

Il periodo peggiore è, ovviamente, a cavallo delle festività natalizie, con centinaia di milioni di pacchi che viaggiano tra magazzini, centri di smistamento e furgoni da un capo all’altro del pianeta. E, secondo una recente ricerca di UPS, il 2 gennaio è la “giornata mondiale del reso”, con quasi 2 milioni di regali indesiderati che verranno restituiti al mittente nei soli Stati Uniti. Verrà così messo in moto il processo inverso rispetto a quello della spedizione, raddoppiando costi ed emissioni di sostanze inquinanti nell’atmosfera.

E se i clienti finali non possono che apprezzare la politica di reso “facile” offerta ormai dalla stragrande maggioranza dei portali di e-commerce, i venditori non sono di certo dello stesso parere. Ogni pacco riportato direttamente in negozio ha un costo di 3 dollari (oltre, ovviamente, alla mancata vendita), mentre se il reso avviene tramite corriere, il costo raddoppia e arriva fino a 6 dollari. Senza voler tenere conto dei costi connessi ai resi truffaldini (sempre più frequenti), nel solo 2018 la restituzione di pacchi e regali indesiderati è costata ai commercianti statunitensi la bellezza di 369 miliardi di dollari di vendite perse.

A questi vanno poi aggiunti i maggiori costi di lavoro e, fatto da non sottovalutare, l’impatto ambientale dell’intera catena di distribuzione. Un reso deve essere considerato con un pacco che viaggia due volte, con una “impronta ecologica” doppia rispetto a quella calcolata inizialmente. A questo va aggiunto, poi, il “peso ecologico” del packaging, con miliardi di alberi abbatuti ogni anno per produrre gli scatoloni da trasporto. Una situazione pessima, ma che potrebbe addirittura peggiorare.

Secondo alcune stime, nel 2020 i costi per i resi di pacchi e regali non voluti lieviteranno fino a 550 miliardi di dollari nei soli Stati Uniti. Insomma, una vera e propria piaga economica che potrebbe compromettere la stabilità dell’intero sistema economico del settore commerciale.

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Regali indesiderati, la verità dietro la politica dei resi: ecco quan...