Referendum, se si votasse domani il No “vincerebbe al 90%”. Lo studio

L'analisi di due ricercatori dell’Istituto Universitario Europeo (Eui)

Se il referendum costituzionale previsto per il prossimo 4 dicembre si tenesse domani, al 90% vincerebbe il No. Attenzione: non vuol dire che il No sarebbe al 90% e il Si al 10, ma solo che ci sono 90 probabilità su 100 che a prevalere sia il fronte del No. A renderlo noto un’analisi di due ricercatori dell’Istituto Universitario Europeo (Eui) di Firenze, pubblicato anche sul blog “Europp” della London School of Economics e ripreso dal quotidiano La Repubblica.

James Dennison e Jonas Bergan Draege, i due politologi che hanno condotto lo studio, si sono basati sulla raccolta sistematica dei sondaggi sul voto di dicembre pubblicati negli ultimi due anni e mezzo, calcolando la probabilità con cui potrebbe avverarsi la vittoria di ciascuno dei due schieramenti; il risultato è che il No sembra andare per la maggiore. “Se si guarda soltanto ai sondaggi di ottobre e si ignorano gli indecisi, c’è una probabilità del 92,3% che il no sia in vantaggio”.

Il lavoro dei due ricercatori è comunque soggetto ad ampi margini di incertezza, a partire dalla percentuale di indecisi anche a causa della complessità del quesito. Ma il premier – secondo Dennison e Draege – può ancora recuperare lo svantaggio, per esempio puntando su una campagna maggiormente incentrata sui contenuti della riforma e meno sul suo futuro politico.

L’errore esiziale del premier, segnalato anche dallo studio, è stata infatti l’iniziale personalizzazione del quesito. “La personalizzazione del voto dell’inizio della campagna è stata un grave errore. Il fronte del Sì sta provando a superare questa strategia e questo potrebbe aiutarli (…) C’è un rischio che Renzi si stia trovando nel posto sbagliato al momento sbagliato. Ha presentato la riforma come un modo di dare ai politici più potere per cambiare le cose, ma lo fa in un momento in cui l’antipolitica non è mai stata così forte”.

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