Referendum costituzionale 2016: cos’è e come funziona

Il referendum costituzionale che potrebbe avere luogo nel mese di ottobre 2016 è di tipo confermativo. Scopriamo insieme come funziona e di quali questioni tratta

Il referendum costituzionale di tipo confermativo è stato promosso dalla Camera, che il 12.04.2016 ha dato inizio alle cosiddette “Riforme Costituzionali”. In particolare si tratta del decreto di legge Boschi, il quale, dopo essere passato a Montecitorio con 361 voti favorevoli, verrà sottoposto all’attenzione dei cittadini. Questo dopo la richiesta ufficiale del referendum Boschi. Inoltre, come si può facilmente leggere sul sito del Ministero dell’Interno , il referendum non dipende dal quorum. I voti verranno ugualmente contati indipendentemente dall’espressione della maggioranza di coloro che hanno diritto al voto.

I cittadini italiani dovranno scegliere tra due opzioni diverse. La prima di esse riguarda la conferma delle modifiche proposte dal decreto di legge “Boschi”. Per confermare si dovrà votare “Sì”. La seconda opzione prevede la non conferma del ddl. Coloro che vedono il ddl in funzione peggiorativa, dovranno votare “No”. L’opzione più votata sarà considerata quella che vince il referendum costituzionale valido per la conferma della legge. Come è stato confermato dal Ministro Boschi , la consultazione si terrà nell’autunno di quest’anno, probabilmente nel mese di ottobre.

Il referendum costituzionale è già oggetto di moltissime critiche e di discussioni in Italia. E’ visto in modo positivo da moltissimi sostenitori del governo Renzi, ma trova tantissimi oppositori nei gruppi di destra, come la Lega, e tra i membri del Movimento 5 Stelle. Anche moltissime personalità della cultura, del cinema e dello sport si sono mobilitate, schierandosi pro o contro il ddl Boschi. Il gruppo di Silvio Berlusconi , “Forza Italia”, tutt’oggi appare diviso sulla questione (sembrando anche disinteressato all’esito del referendum).

Le principali tesi a favore del ddl, riguardano una diminuzione dei poteri del Senato e una migliore collaborazione tra il Senato e la Camera. Pur di vedere vincere i “Sì”, il Premier ha già minacciato di dimettersi dall’incarico. D’altro canto, gli oppositori del ddl vedono in quest’ultimo solo un ulteriore peggioramento rispetto alla situazione attuale, con lunghi ed enormi conflitti tra il Senato e la Camera, oltre a un troppo forte accentramento del potere nelle mani del Premier. La questione è, dunque, molto spinosa. Con argomenti molto validi provenienti da entrambi gli schieramenti, la discussione rischia di allungarsi fino al mese di ottobre, quando è prevista la consultazione.

Referendum costituzionale 2016: cos’è e come funziona