Reddito, questione di gap: cresce il divario tra Nord e Sud

Al primo posto, tra le regioni, c'è la Lombardia con 24.750, maglia nera alla Calabria con 14.950 euro

(Teleborsa) Nord e Sud, l’eterna battaglia che, nel corso degli anni, ha visto il Mezzogiorno rincorrere, praticamente sempre, nonostante qualche piccolo,  incoraggiante segnale che però non basta a rimetterlo in corsa, sulla via della crescita. 
Tante le differenze, altrettante le problematiche, molte delle quali, purtroppo, ancora irrisolte.
QUESTIONE DI GAP – A scattare la fotografia della situazione sono come sempre i numeri: Il reddito medio degli italiani nel 2016 è stato di 20.940 euro ma il dato più interessante, e preoccupante, è quello sul gap (enorme) tra nord e sud.

CRESCE IL DIVARIO TRA NORD E SUD – Basti pensare che al nord-ovest l’assegno medio è di 23.860 euro, mentre al sud si ferma a 16.550 euro, con una differenza di ben 7.310 euro. In pratica i redditi nell’area settentrionale sono del 44,2% in più rispetto a quelli del meridione.

Nel mezzo c’è il resto dell’Italia, con il nord est che arriva a 22.420 euro, il centro si ferma a 21.780 euro e le isole che superano di poco il minimo delle regioni del sud, a quota 16.660 euro. Lo dicono i dati contenuti nel dossier del Mef ‘Statistiche sulle dichiarazioni fiscali, analisi dei dati Irpef anno d’imposta 2016’, dove si riportano le dichiarazioni dei redditi 2017, elaborati dall’Adnkronos.

LOMBARDIA IN TESTA, CALABRIA FANALINO DI CODA – Al primo posto, tra le regioni, c’è la Lombardia con 24.750 euro, seguita dalla provincia di Bolzano 23.450 euro; mentre la Calabria ha il reddito medio più basso con 14.950 euro. In pratica, tra i primi e gli ultimi c’è una differenza di ben 9.800 euro, che porta i lombardi ad avere un reddito del 65,5% superiore rispetto ai calabresi.

EMERGENZA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE AL SUD – L’Italia, insomma, è due paesi diversi. Con il Nord che va, se non spedito, quantomeno a passo sostenuto ed il Sud che arranca, col fiato corto. L’ennesima conferma arriva dai dati sulla disoccupazione giovanile, che ad aprile è salita a quota 33,1% (+0,6 punti percentuali). Nel Sud, addirittura, il dato arriverebbe a raggiungere il 60%, secondo la stima di Federconsumatori. Una situazione che non può non allarmare.

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