Reddito minimo garantito, il tassello di welfare che ci manca. Si può fare? Di’ la tua

Sussidio di disoccupazione o reddito di cittadinanza, in Europa siamo quasi gli unici privi di questa forma di welfare. La proposta del ministro Fornero riapre il dibattito

L’Italia non è l’Inghilterra o la Svezia. Ma non è nemmeno il Portogallo o la Polonia. Da questo punto di vista (e forse non solo da questo) il nostro paese in Europa è un’anomalia: non abbiamo un reddito minimo garantito. Come noi solo la Grecia e la  Bulgaria. Il nostro sistema di welfare, pure generoso su altri fronti, non prevede attualmente questa forma di ammortizzatore sociale. Questo non sembra il momento economico migliore per introdurlo, eppure se ne torna a parlare in seguito a una dichiarazione del ministro del Lavoro Elsa Fornero che si dice favorevole a un meccanismo di questo genere. Sebbene si sia subito premurata di aggiungere che si tratta di “preferenze personali e non il programma del governo”, l’esternazione ha lanciato il sasso nello stagno.

Contro la disoccupazione o la povertà

Il reddito minimo garantito ha conosciuto diversi nomi nella sua storia, che corrispondono sostanzialmente alle diverse funzioni che può avere:

1)  Nella sua versione forse più nota è un sussidio di disoccupazione previsto come sostegno in momenti di difficoltà rispetto al lavoro: giovani in attesa di prima occupazione, ultra-cinquantenni disoccupati con difficoltà di reinserimento, lavoratori atipici (Cococo & c.) non protetti dagli attuali ammortizzatori sociali. In questo caso la misura ha un carattere temporaneo.

2) Ma può anche essere inteso come reddito di cittadinanza, ovvero un contributo da parte dello Stato a favore di chiunque si trovi in stato di povertà, a prescindere dalla situazione contingente rispetto al lavoro.

La geografia del sussidio

Il reddito minimo garantito ha anche una geografia piuttosto variegata. Oggi esiste in tutti i gli Stati membri della Ue, tranne appunto Italia, Grecia e Bulgaria. E’ una misura di politica sociale che è stata anche ripetutamente sollecitata dalla stessa Unione Europea a partire dal 1992. La tradizione più lunga in questo campo ce l’hanno sicuramente la Gran Bretagna, la Germania, l’Olanda e i paesi scandinavi.

In Inghilterra si chiama Income-based Jobseeker’s Allowance, cioè “per chi cerca lavoro”, ma non ha un limite temporale. Se ne ha diritto a partire dai 18 anni se si ha un reddito inferiore a circa 13mila euro e ammonta a 300 euro al mese.

In Germania l’importo minimo è di 345 euro al mese ma aumenta in caso di famiglie numerose e si può ricevere dei 16 ai 65 anni.

Anche in Francia il sussidio cresce con il numero di componenti della famiglia ma si parte da un minimo di 425 euro al mese. L’età minima è 25 anni.

In Norvegia esiste addirittura un “reddito di esistenza” di 500 euro mensili che viene erogato senza limiti di età. (A.D.M.)

© Italiaonline S.p.A. 2019Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Reddito minimo garantito, il tassello di welfare che ci manca. Si può...