Reddito di inclusione sociale: chi può accedervi

Annunciato dal ministro Poletti, il reddito di inclusione sociale, è in attesa dei decreti attuativi, restano ancora da definire con certezza beneficiari e funzionamento

Il reddito di inclusione sociale, sembra poter vedere presto la luce. A fine gennaio il governo ha approvato il disegno di legge delega che adesso attende il via libera del Parlamento, una volta ottenuto l’ok di Camera e Senato spetterà ancora una volta al governo definire i dettagli attraverso gli appositi decreti attuativi.
Se l’iter legislativo non subirà rallentamenti e tutto dovesse procedere secondo le previsioni, la riforma dovrebbe diventare operativa a partire dal 2017.
Tuttavia già da quest’anno il governo potrebbe mettere mano ai 600 milioni stanziati nella legge di stabilità e cominciare a distribuire interventi per i nuclei familiari più bisognosi.

Fino ad ora l’Italia, assieme alla Grecia, è l’unico paese europeo a non avere una forma di sostegno al reddito, universalmente riconosciuta riconducibile all’espressione Reddito di cittadinanza. Sul tema si stanno battendo da tempo sia forze politiche di varia estrazione che associazioni. Negli ultimi anni è nato addirittura un gruppo di lavoro che si occupa specificatamente dell’argomento: l’Alleanza contro la povertà ed ha elaborato e portato nelle sedi opportune la proposta d’introduzione del Reddito d’inclusione sociale.

Per il momento, utilizzando le risorse previste in finanziaria, si dovrebbe andare a coprire una platea di 280 mila famiglie con almeno due figli aventi un reddito isee inferiore a 3 mila euro annui, garantendogli un sostegno di 320 euro mensili. La misura in realtà altro non è che la riedizione del Sostegno di inclusione attiva (SIA) istituito dal governo Letta. Il sostegno prevede l’obbligo di mantenere i propri figli a scuola e di accettare qualsiasi lavoro dovesse essere offerto al destinatario del provvedimento.

Stando alle parole del ministro delle politiche sociali Poletti, il reddito d’inclusione sociale, una volta a regime, dovrebbe coprire i 4 milioni di italiani che secondo gli ultimi dati istat versano in condizioni di povertà assoluta. Molto probabilmente il provvedimento sarà strutturato mettendo in collegamento il destinatario con le istituzioni locali che si dovranno occupare del suo reinserimento nel mondo del lavoro e dell’assistenza sociale.
Secondo le stime, così come strutturato il provvedimento, per coprire l’intera platea sono necessari 4 milioni di euro.

Immagini: Depositphotos

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