Reddito di inclusione, c’è la proroga in attesa del reddito di cittadinanza

Il reddito d’inclusione Rei sarà prorogato nel 2019, fino all'entrata in vigore del reddito di cittadinanza

Il reddito di inclusione sarà prorogato e resterà attivo fino a quando non entrerà in vigore il reddito di cittadinanza. Nell’ultima bozza della Legge di bilancio viene sancita una sorta di staffetta tra le due misure: è infatti presente una disposizione transitoria che garantisce il riconoscimento del Rei fino alla piena operatività del reddito di cittadinanza e della pensione di cittadinanza.

Secondo dati Inps, nel primo semestre del 2018 il Rei è stato percepito da 267 mila nuclei familiari, raggiungendo in totale 841 mila persone. Se a questa cifra si sommano i trattamenti Sia (che il Rei ha sostituito) erogati a ulteriori 44 mila nuclei familiari che non si sono ancora trasformati in Rei, risulta che nel primo semestre 2018 sono stati raggiunti dalle misure contro la povertà circa 311 mila nuclei, con il coinvolgimento di oltre un milione di persone.

PROROGA AL 2019 – Nel 2019, dunque, il Rei continuerà ad essere riconosciuto fino a quando non diventeranno operativi i nuovi sussidi, che saranno erogati ai beneficiari del reddito d’inclusione: i requisiti per ottenere il Rei, difatti, sono più severi rispetto ai requisiti previsti per il reddito e la pensione di cittadinanza.

REI, COS’È E COME FUNZIONA – Il Reddito di Inclusione (REI) è una misura nazionale di contrasto alla povertà che prevede due passaggi: un beneficio economico, erogato mensilmente attraverso una carta di pagamento elettronica (Carta REI); un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa volto al superamento della condizione di povertà.
Soddisfatto il requisito per il beneficio economico, il progetto viene predisposto con il supporto dei servizi sociali del Comune che operano in rete con gli altri servizi territoriali (ad esempio Centri per l’Impiego, ASL, scuole, ecc.), nonché con soggetti privati attivi nell’ambito degli interventi di contrasto alla povertà, con particolare riferimento agli enti non profit.

REQUISITI DEL REI – Tra i requisiti per avere il Rei c’è un Isee non superiore a 6.000 euro e un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 20.000 euro.
Il Rei è compatibile con un’attività lavorativa (fermi restando i requisiti economici) ma non con la Naspi. La durata del beneficio è stabilita in 18 mesi e potrà essere rinnovato solo dopo un periodo di sospensione di almeno sei mesi.

IMPORTO – L’assegno corrisposto dal’Inps attraverso il Rei varia a seconda della composizione del nucleo familiare e va da un massimo di 187,5 euro per una persona sola in situazione di povertà a 539,8 euro nel caso di famiglia con almeno sei componenti.

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