Reddito di cittadinanza, stretta sugli stranieri: serve timbro del Consolato

Intanto tiene banco il caso Diciotti, 41 migranti chiedono un risarcimento all'Italia: l'entità del risarcimento varia tra i 41 e i 71 mila euro

Ancora lavori in corso sul Reddito di Cittadinanza, la misura bandiera del Movimento 5 Stelle che nei mesi ha trovato sulla sua strada più di qualche ostacolo e, per questo, ha più volte cambiato faccia.
Una delle questioni più dibattute, che ha sollevato non poche perplessità fronte Lega, è sicuramente rispetto alla platea degli stranieri da coinvolgere, il cui percorso per beneficiare della misura, diventa sempre più complesso.

SERVE TIMBRO DEL CONSOLATO – La commissione Lavoro del Senato, infatti, ha approvato un emendamento della Lega al decretone che vincola l’accesso alla presentazione di “certificazione” di reddito e patrimonio e del nucleo familiare rilasciata dallo Stato di provenienza, “tradotta” in italiano e “legalizzata dall’Autorità consolare italiana”. Esentati i rifugiati politici e chi proviene da Paesi dai quali non è possibile ottenere la certificazione. Il Ministero del Lavoro avrà tre mesi per stilare la lista di questi Paesi.

Ma c’è anche un’altra proposta presentata dal M5s che introduce una novità in linea con la quale in caso di dimissioni volontarie non avrà diritto al reddito di cittadinanza il solo componente del nucleo che si è dimesso, non tutta la famiglia. L’emendamento corregge la norma contenuta nel Decretone che prevedeva invece l’esclusione per 12 mesi dalle dimissioni volontarie l’intero nucleo familiare.

DICIOTTI, MIGRANTI CHIEDONO RISARCIMENTO ALL’ITALIA Intanto, continua a tenere banco il caso Diciotti. Alcuni migranti che erano a bordo della nave hanno presentato un ricorso al tribunale civile di Roma per chiedere un risarcimento al governo italiano con la motivazione di stati costretti a rimanere a bordo diversi giorni. Secondo quanto si apprende da fonti del Viminale, il ricorso è stato presentato da uno studio legale romano che rappresenta i 41 migranti, tra cui un minore, che erano a bordo della nave e che ora chiedono al premier Giuseppe Conte e al ministro dell’Interno Matteo Salvini un risarcimento tra i 42mila e i 71mila euro.

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