Reddito di Cittadinanza e taglio del 20% sulle somme non spese: come si calcola

"Il beneficio deve essere ordinariamente fruito entro il mese successivo a quello di erogazione, pena la sottrazione del 20% del beneficio non speso o non prelevato"

Il Reddito di Cittadinanza è nel vivo della sua attuazione con i beneficiari che iniziano a vedere i primi “frutti” economici della misura nata e pensata dal Movimento5Stelle, in favore della quale si è battuto il suo leader Di Maio, per contrastare la povertà. Ovviamente, non sono mancate e non mancano le polemiche: soddisfatti, delusi, scettici. All’appello non manca nessuno.

A fare chiarezza, come sempre, ci pensano i numeri che offrono un quadro oggettivo, scevro da qualsiasi interpretazione soggettiva. Alla data del 26 aprile sono in tutto 946.569 le domande presentate: guida la Campania con 160.333 richieste, tallonata da vicino dalla Sicilia, con 150.590 domande. In Lazio superate le 80mila richieste.

Arrivati i soldi, non meno importante un altro passaggio: ossia come vanno spesi. Manca ancora il Decreto che renderà esecutiva la norma – entro tre mesi dall’entrata in vigore –  ma è chiaro come il Reddito di cittadinanza vada speso tutto, pena una decurtazione il mese di erogazione successivo.

Cosa accade se non si spende tutto? – Nel modulo di domanda per il Reddito di Cittadinanza predisposto dall’Inps si precisa, infatti, che “il beneficio deve essere ordinariamente fruito entro il mese successivo a quello di erogazione, pena la sottrazione del 20% del beneficio non speso o non prelevato”.

L’ammontare del beneficio non speso oppure non prelevato (eccezion fatta per gli arretrati) sarà sottratto, nei limiti del 20% del beneficio erogato, dalla mensilità successiva.

Come scrive il Sole24Ore, ad esempio su un importo di 700 euro non se ne spendono 200, la decurtazione dovrebbe essere al massimo di 140 euro (20% di 700 euro).

COME SI CALCOLA IL TAGLIO – L’Inps, interpellato proprio dal quotidiano economica, ha precisato che “l’articolo 3, comma 15, della legge n. 26/2019 prevede che – dopo l’emanazione di specifico decreto ministeriale – l’ammontare di beneficio non speso ovvero non prelevato, ad eccezione di arretrati, sia sottratto, nei limiti del 20 per cento del beneficio erogato, nella mensilità successiva a quella in cui il beneficio non è stato interamente speso. Quindi la norma fa riferimento ad un taglio non superiore all’importo del beneficio non speso, taglio che non può, inoltre, superare il 20% della somma erogata nel mese in cui avviene la decurtazione”.

Reddito di Cittadinanza e taglio del 20% sulle somme non spese: come s...