Reddito di cittadinanza a rischio per chi vive coi genitori

Chi vive ancora in famiglia potrebbe non ottenere l'assegno se "il reddito complessivo della famiglia ha un Isee superiore a 9.360 euro"

Sono ancora tante le incognite che ruotano intorno al reddito di cittadinanza che dovrebbe partire nel 2019. Si stanno infatti delineando i criteri del sussidio da 780 euro destinato a chi vive sotto la soglia di povertà previsto dalla prima manovra targata M5S-Lega.

REQUISITI – Uno dei passaggi più delicati rimane la stessa definizione della platea dei beneficiari. Stando a quanto annunciato finora dal vicepremier Luigi Di Maio, per beneficiare del sussidio sarà necessario rispondere a determinati requisiti: essere cittadini italiani, aver compiuto almeno 18 anni, essere disoccupati o percepire un reddito considerato al di sotto della soglia di povertà.

SITUAZIONE FAMILIARE – Tuttavia ad essi potrebbero aggiungersene altri legati alla situazione familiare del richiedente. Si potrebbe decidere di tenere in considerazione, ad esempio, il valore Isee del nucleo familiare della persona interessata al sussidio, così come previsto per ottenere il reddito di inclusione introdotto dal governo Gentiloni. A quel punto, quindi, verrebbero esclusi dal beneficio coloro che vivono con i genitori, o comunque che risultano a carico e presentano un reddito familiare superiore ad una certa soglia. Tra questi vi sono soprattutto i cosiddetti Neet, ovvero tutti coloro che non studiano e non cercano lavoro.

Chi vive ancora in famiglia potrebbe non ottenere l’assegno se “il reddito complessivo della famiglia ha un Isee superiore a 9.360 euro“. Le regole attuali prevedono, infatti, che i figli maggiorenni che convivono con uno o entrambi i genitori fanno parte del nucleo familiare del genitore con il quale convivono. E fanno parte del nucleo familiare anche nel caso in cui non siano conviventi con i genitori, ma siano a loro carico ai fini Irpef e non siano coniugati o abbiano figli.

GENERAZIONE NEET – Secondo il rapporto 2018 dell’Istat, in Italia sono oltre 2 milioni (il 24,1% della popolazione) i giovani di 15-29 anni che nel 2017 non sono stati inseriti in un percorso scolastico e/o formativo né impegnati in un’attività lavorativa. Una quota che potrebbe rappresentare un problema in termini di coperture finanziarie se tutti i Neet richiedessero il reddito. I 7 miliardi stanziati finora dal governo giallo-verde per sostenere la misura (cui vanno aggiunti 2 miliardi per le pensioni di cittadinanza e 1 destinato al potenziamento dei centri per l’impiego) sarebbero infatti insufficienti a coprire una platea così vasta. Da qui l’ipotesi che a breve vengano inseriti parametri più stringenti per poter beneficiare del sussidio.

In collaborazione con Adnkronos

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