Reddito di Cittadinanza a rischio: con la crisi può saltare

Lo ha detto Luigi Di Maio al termine delle consultazioni al Quirinale

Tra le misure che “rischiano di saltare a fine anno” c’è anche il Reddito di cittadinanza, la misura bandiera del Movimento CinqueStelle: lo ha detto ieri proprio Luigi Di Maio al termine della due giorni di consultazioni al Quirinale.

“Siamo preoccupati per i rischi che vanno delineandosi verso l’economia italiana e verso milioni di famiglie – ha aggiunto – e non è giusto che a pagare siano proprio i cittadini italiani”.

La crisi di Governo d’agosto, insomma, rischia di far naufragare la misura a sostegno della povertà, fortemente voluta dai pentastellati e sponsorizzata da sempre dal Capo politico del Movimento che, sul fronte squisitamente politico, ha comunicato la disponibilità a far nascere una nuova maggioranza, ma a patto che vengano realizzati dieci punti che il M5s ritiene imprescindibili, primo dei quali “il taglio dei parlamentari“, che deve essere però “un obiettivo di legislatura“. Poi il conflitto di interessi, la riforma dei tempi della giustizia e della Rai, ma anche attenzione per i beni comuni. “Un quadro su cui si può sicuramente iniziare a lavorare“, ha risposto prontamente il segretario democratico, Nicola Zingaretti.

Salvini, intanto, prova a guastare la festa, mettendo i bastoni tra le ruote alla possibile alleanza tra Dem e Cinquestelle, provando a risalire a bordo della barca che a metà agosto ha provato ad affondare. Il Ministro dell’Interno, ancora in carica,  ha infatti ribadito che la “strada maestra” per il Carroccio è “il ritorno alle urne”. Ma ha fatto intendere ancora una volta che la porta per i Cinquestelle è sempre aperta, a patto che i no del passato si trasformino in sì. 

Un messaggio forte e chiaro, l’ennesimo, lanciato agli ex alleati che per il momento sembrano non raccogliere. Ma si sa, in politica, due più due, non sempre fa quattro e c’è chi è pronto a giurare che sottotraccia continuino nonostante le smentite di facciata –  i contatti tra le due forze. Insomma: c’eravamo tanti amati? O ci ameremo ancora?

Ancora pochi giorni e ne sapremo di più. Il Capo dello Stato ha infatti concesso qualche giorno in più alle forze politiche: l’appuntamento al Quirinale, per un nuovo giro di consultazioni al termine delle quali il quadro sarà più chiaro, è per martedì 27 agosto: la data politica più attesa del 2019.

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