Reddito di cittadinanza: agenzia creativa realizza sito “Imps” e 500 mila ci credono

Falso sito "IMPS" registra in poche ore mezzo milione di richieste per il sussidio

L’idea era quella di mettere scherzosamente in guardia gli utenti dalle piattaforme “fake” e dalle bufale che circolano in rete sul reddito di cittadinanza.

Il risultato? Boom di accessi, mezzo milione di iscrizioni e prenotazioni del sussidio nel giro di poche ore per un provvedimento ancora inesistente. E la cosa fa ancora più sorridere se pensiamo che il sito in questione si chiama ‘Imps‘, niente più che un bizzarro gioco di acronimi ispirato a quello del ben più noto Istituto Nazionale per la Previdenza.

Quella che doveva essere una provocazione, insomma, si è trasformata in un’amara scoperta per gli sviluppatori della società di comunicazione autrice del sito ‘gemello’ dell’INPS. E a nulla è servito il monito pubblicato in home page per mettere in guardia gli utenti: “Prima di inviare un modulo con i vostri dati personali, dovete controllare attentamente la fonte del sito che state compilando”.

In 500 mila si sono precipitati ad inoltrare la richiesta del sussidio compilando tutti i campi con i propri dati personali e i consensi alla privacy. Alla fine della compilazione del form, premendo il tasto ‘invio’, il sistema restituiva ovviamente un messaggio di errore.

Di certo, oltre a prendersi gioco dei soliti ‘creduloni’, la vicenda ha messo nuovamente in luce la grande confusione che permane sulle sorti di un provvedimento economico che il Governo promette di attivare per 5,5 milioni di italiani. In realtà, è l’incertezza a farla ancora da padrone visto che l’Italia è tuttora invischiata nella difficile trattativa con l’Europa per evitare la procedura d’infrazione. Una prospettiva che pone grandi interrogativi non solo sull’effettiva erogazione del reddito di cittadinanza, ma su molti altri punti cruciali della manovra economica.

La burla del sito ‘Imps’ arriva dopo le polemiche riguardanti i Caf presi d’assalto nel sud Italia per le false notizie messe in circolazione dai “soliti ignoti”.  E quella che doveva essere solo una provocazione per sensibilizzare gli utenti ad una maggiore attenzione ai falsi moduli che circolano online, ha messo ancora una volta in risalto l’ingenuità e la frenesia dei più speranzosi che non hanno fatto caso neanche al messaggio in fondo al sito: “La sicurezza, in questo caso, passa attraverso la corretta informazione”.

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