Recovery: precedenza a proroga superbonus 110% e taglio cuneo fiscale

Si squarcia il velo sui primi progetti di utilizzo dei soldi in arrivo dall'Ue

La proroga dal 2024 di superbonus del 110% e sismabonus e avanti col taglio delle tasse sul lavoro agendo sul cuneo fiscale. Queste sarebbero le priorità del governo in ordine all’utilizzo dei primi fondi, previsti per il 2021, del Recovery fund.

Sul fronte lavoro si punta anche sulla detassazione degli aumenti retributivi e l’incentivazione della contrattazione di secondo livello. Resta in agenda il limite al contante.

Sono 558 i progetti approntati da ministeri e altre strutture dai quali sarà ricavato il piano italiano da consegnare all’inizio del prossimo anno a Bruxelles per utilizzare i 209 miliardi di euro del piano. Un piano nel quale saranno centrali gli interventi per la ripresa, come quelli riguardanti le grandi opere, il 5G, la sanità.

Ecobonus
Importanti in questo senso le dichiarazioni del sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Riccardo Fraccaro, che ha riconosciuto la funzione da traino dell’edilizia per la ripresa economica del Paese. “Il superbonus – afferma Fraccaro – è una misura in cui il Governo crede molto perché serve per far ripartire l’economia attraverso il rilancio di un settore strategico, come l’edilizia, che in questi anni ha sofferto molto e che è trainante per lo sviluppo. Il tutto, però, in un’ottica innovativa, conciliando la ripresa del settore edile e la sostenibilità: non consumo di suolo ma riqualificazione degli edifici mettendoli in sicurezza a costo zero per il cittadino che potrà quindi ristrutturare senza necessariamente anticipare dei soldi perché i costi saranno sostenuti dallo Stato”.

“L’intenzione – conclude Fraccaro – è quella di utilizzare le risorse del recovery fund per prorogare ulteriormente la misura e dare così modo a cittadini e imprese di usufruirne maggiormente”.

Fisco e lavoro
L’intenzione di partenza è quella di destinare 4 miliardi in tre anni alla detassazione, agli aumenti retributivi e sull’incentivazione della contrattazione di secondo livello. E del resto il ministero del Lavoro lo stesso aveva immaginato un piano quadriennale da 10 miliardi, denominato “Una ripresa con il lavoro», che punta ad una consistente riduzione del costo del lavoro.

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