Recovery, MES, legge elettorale e decreti Salvini: quattro spine per il Governo

Il Premier Conte riuscirà, ancora una volta, a mediare tra PD, forte di una ritrovata compattezza, e Cinquestelle che rischiano di implodere?

Neanche il tempo di tirare un sospiro di sollievo dopo il pareggio alle Regionali che di fatto stabilizza il Governo che per Conte è già tempo di nuove (vecchie) grane.
Il buon risultato ottenuto dal PD infatti cambia i rapporti di forza nella maggioranza con inevitabili ripercussioni sul’agenda di Governo.

Si comincia, come prevedibile, dal MES. Come sottolinea oggi il Corriere della Sera dopo il voto il PD è pronto a far sentire da subito il suo ritrovato peso specifico e non ha alcuna intenzione di mollare la presa. Aumenta dunque il pressing per dire sì  al tesoretto da 36 miliardi che il fondo salva Stati dell’Ue potrebbe erogare all’Italia a patto che vengano spesi per la sanità. I Cinquestelle bocciati ancora dal voto regionale sono ad un bivio: capitolare o continuare ad opporsi rischiando di far saltare il banco?

Capitolo Recovery Fund: questione di più facile gestione solo in apparenza. I 209 miliardi di euro in arrivo dall’Europa tra prestiti e trasferimenti fanno gola a tutti, Ma il problema – assolutamente non secondario – è come dividere la torta. Palla a Conte chiamato a una difficile selezione.

Proprio ieri il Ministro degli Esteri Di Maio ha spronato l’Italia a non perdere una occasione irripetibile. “Quelle messe a disposizione dall’Europa sono risorse ingenti: il Recovery Fund vale più del Piano Marshall. Dobbiamo fare presto, ma anche bene. È un treno che non ripasserà più. Un’occasione unica per modernizzare il nostro Paese”, ha detto in audizione alla Camera sul Recovery Fund, parlando di “sostegno straordinario dell’Unione Europea che “ci offre l’occasione di sviluppare un programma che faccia davvero la differenza”.

Si annuncia maretta anche sulla legge elettorale:  un’eventuale soglia di sbarramento al 5% sarebbe infatti troppo alta per Leu ma anche per Italia viva.

Ultima, non per importanza, la modifica dei decreti sicurezza,  noti come decreti Salvini, La questione deve andare all’esame del prossimo consiglio dei ministri, dice il segretario Nicola Zingaretti. Che faranno i Cinquestelle, più che imbarazzati, visto che nel precedente governo hanno votato quei decreti per bloccare l’immigrazione clandestina?

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