Recovery Fund, UE tira dritto senza Polonia e Ungheria

Si profila dunque un voto a 25 per superare il veto posto dai due Paesi dell'Est Europeo

La UE non si farà mettere i bastoni fra le ruote da Polonia ed Ungheria, ma approverà il piano Next Generation EU, che poggia sul Recovery Fund, anche senza l’assenso della Polonia e dell’Ungheria. Si profila dunque un voto a 25 per superare il veto posto dai due Paesi dell’Est Europeo.

Sassoli sul via libera a 25: “Doloroso, una ferita, ma possibile”

“Nessuno pensi che ci fermeremo”, ha affermato il Presidente dell’Europarlamento David Sassoli in relazione all’iter di condivisione del piano di rilancio dell’economia europea post-pandemia. Ed ha aggiunto che è possibile “adottare quelle decisioni anche a 25”, anche se sarebbe “doloroso”, una “ferita” per la UE.

“Ungheria e Polonia riflettano, perché possono bloccare” il bilancio ed il Recovery dal 1° gennaio, ma “non possono bloccare lo stato di diritto” per il quale è “sufficiente una maggioranza qualificata, che c’è”.

Gentiloni: “Non ci faremo bloccare da veti”

Anche il Commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni, si è espresso in tal senso, confermando la  volontà di Bruxelles di andare avanti a tutti i costi con il Recovery Fund.  “Noi certamente non ci faremo bloccare da questi veti. Di questo cittadini e mercati possono essere assolutamente certi”, ha affermato il vicepresidente della Commissione europea.

Gentiloni ha auspicato di “superare questi veti, che sono completamente ingiustificati”, perché i due Paesi che si sono opposti con il veto “sono tra i maggiori beneficiari” in senso relativo (incidenza sul PIL) dei fondi europei, ottenendo un “vantaggio maggiore” di Italia e Spagna, che riceveranno la maggiori risorse in senso assoluto.

“Lo Stato di diritto non è un optional”, ha confermato Gentiloni, profilando l’approvazione del bilancio europeo a maggioranza e non all’unanimità.

Gentiloni ha parlato in generale delle politiche di sostegno approntate in UE, ribadendo che verranno mantenute “nella misura necessaria e per tutto il tempo che sarà necessario”. “Guai a ritirare in modo prematuro le politiche espansive di sostegno alle nostre economie”, ha aggiunto il Commissario, ricordando l’impatto sul lavoro di giovani e donne ed il rischio che si verifichi, come 10 anni fa, “una doppia recessione dovuta all’eliminazione prematura dei sostegni alle economie”.

Gualtieri: “Non accettiamo veti”

Anche il Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri si è pronunciato a proposito del veto, affermando “non accettiamo veti” da Polonia ed Ungheria.

A Bruxelles si esplorano strade alternative

Nel frattempo, negli ambienti europei si stanno esplorando delle strade alternative per aggirare il veto, che rischia di compromettere anche il Consiglio europeo del 10-11 dicembre.

Fra le alternative possibili l’approvazione a 25, che sarebbe consentita dalla clausola dello stato di diritto, o l’esercizio provvisorio di bilancio per il 2021, con eventuale soluzione che consenta di erogare i primi esborsi dal Recovery a partire dalla prossima estate.

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