Recovery Fund, “turbo” Lagarde: pressing su von der Leyen

"Adottare velocemente questo pacchetto", dice la Presidente della BCE che invita a mettere da parte le divergenze

Sembra passato un secolo dalla “gaffe” sugli spread dello scorso marzo. Da allora in poi, è ormai sotto gli occhi di tutti il netto cambio di passo della BCE targata Lagarde che non perde occasione per ribadire che “farà tutto il necessario nell’ambito del proprio mandato per aiutare l’eurozona a superare questa crisi”, sottolineando che “stiamo fronteggiando circostanze eccezionali, uno shock senza precedenti che non avremmo potuto immaginare. In queste situazioni occorre andare oltre gli strumenti ordinari con soluzioni di natura eccezionale, progettate col giusto grado di deviazione e spazio di manovra”.

Un messaggio che ha ripetuto in tutte le sue uscite pubbliche, ultima ieri nel corso della sua audizione al Parlamento Europeo, quando – esercitando il suo peso nella discussione in corso tra i governi sul nuovo fondo per la ripresa e sul prossimo bilancio Ue 2021-2027 –  ha sottolineato che “la proposta della Commissione europea per una revisione del Budget pluriennale e il Next Generation Eu sono decisivi”.

In particolare, per Lagarde è fondamentale “adottare velocemente questo pacchetto” perché “qualsiasi ritardo rischia di generare effetti negativi e far salire i costi, e quindi le necessità di finanziamento, di questa crisi”.

Chi vuole capire, capisca: l’invito e insieme il monito – indirettamente rivolto anche alla Presidente della Commissione UE von der Leyen – è quello di non perdetevi in contrasti sterili e inutili lungaggini che finirebbero per aggravare una situazione già critica. In uno scenario pieno di incognite, servono certezze anche per rassicurare mercati, cittadini e imprese.

Nei giorni scorsi, il Portavoce capo della Commissione europea, Eric Mamer, , rispondendo alle domande della stampa sul Piano di rilancio economico dopo il Covid-19 da 750 miliardi di euro, ha mostrato moderato ottimismo. “Abbiamo presentato una proposta che ha tutte le opportunità di essere adottata dal Consiglio Europeo e dal Parlamento europeo”.

La pensa così anche il Commissario agli Affari economici e finanziari, Paolo Gentiloni, affermando che “alcuni dettagli” del Piano di rilancio “verranno negoziati e modificati”, ma che “il nucleo centrale della proposta sarà approvato”. L’eurocommissario ipotizza anche una data con il semaforo verde del Consiglio europeo che potrebbe arrivare “prima dell’estate”. 

Prima però c’è da superare il blocco dei cosiddetti “rigoristi” pronto a dare battaglia. Proprio ieri il Financial Times ha riferito della contrarietà di alcuni diplomatici di Paesi Bassi, Danimarca, Austria, Belgio, Irlanda, Lituania e Ungheri, secondo i quali “la ripartizione delle risorse” tra Stati membri prevista dal Recovery Fund proposto dalla Commissione UE “ha scarsa connessione diretta con la pandemia”

In particolare, i diplomatici definiscono “obsoleta” la metodologia di Bruxelles per l’allocazione delle risorse. Tra gli esempi di squilibrio, Ft cita la Polonia, che dovrebbe avere la recessione meno grave in UE ma sarebbe la terza beneficiaria del Recovery, e il Belgio, che ha il più alto tasso di mortalità pro capite in UE ma riceverebbe tra gli importi più bassi del fondo.

Oggi, intanto, si riuniscono sempre in videoconferenza i 27 ministri delle Finanze. Sul tavolo non c’è il pacchetto “anticovid” ma l’Ecofin punterà i riflettori su aspetti strettamente collegati. 

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