Recovery Fund, prove di mediazione: sconti ai Paesi del Nord e tagli al bilancio UE 

La spunteranno i Paesi del Sud o il blocco dei rigoristi? Si cerca un compromesso in vista del vertice del 17-18 luglio

Il tempo è poco, le incognite ancora tante. Troppe. Dopo aver assunto la presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea – dallo scorso 1 luglio – la Germania prova a mediare in vista del vertice di Bruxelles del prossimo 17-18 luglio quando si discuterà del bilancio pluriennale UE e di Recovery Fund che viaggiano sullo stesso binario.

Il terreno, però, è più che scivoloso ma la Cancelliera Merkel sa bene che serve una risposta all’altezza della crisi “poderosa” che stiamo vivendo.

La proposta della Commissione UE non si propone soltanto il superamento della crisi, ma mette a fuoco anche i compiti del futuro dell’UE, come la protezione del clima, il green deal, la questione della digitalizzazione, e la tenuta della società”, ha ribadito ieri nel corso di una video-conferenza stampa con la Presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen sottolineando, qualora il messaggio non fosse chiaro, che “l’Europa si trova nella situazione più difficile della sua storia”.

Bisogna fare bene e in fretta perchè “ogni giorno che perdiamo ci saranno persone che perderanno il lavoro e imprese che chiuderanno. Ogni singolo giorno conta”, ha detto senza troppi giri di parole  la Presidente della Commissione UE von der Leyen .

NORD CONTRO SUD: CHI VINCERA’? – La spunteranno i Paesi del Sud, capeggiati dall’Italia o il blocco del Nord? Probabilmente nessuno dei due. E proprio in quest’ottica si lavora a un compromesso che possa accontentare i due fronti, ad oggi contrapposti.

PROVE DI MEDIAZIONE – Meno soldi nel bilancio settennale UE (2021-2027) per “salvare”  i 750 miliardi del Recovery Fund. Ma, soprattutto, una diversa proporzione di prestiti e sovvenzioni (che dovrebbero subire una sforbiciata),  mantenimento degli sconti per i Paesi frugali (e per la Germania), più condizionalità per accedere ai fondi e nuovi criteri di redistribuzione delle risorse.

Questo il cuore della proposta di compromesso che il Presidente del Consiglio Europeo Charles Michel metterà sul piatto per cercare di arrivare ad un’intesa nel delicatissimo vertice del 17-18 luglio. Il rischio di una fumata nera – l’ennesima – è alto ma Angela Merkel avvisa: “l’intesa va trovata entro l’estate, non c’è alternativa”.

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