Recovery Fund, Italia aspetta e spera. Nonostante i “Frugal four”

Attesa per il prossimo vertice ma secondo molti arriverà un'altra fumata nera

La data da cerchiare in rosso sul calendario è il prossimo 17-18 luglio quando i Capi di Stato dei 27 si incontreranno, per la prima volta di persona dal 22 febbraio, a Bruxelles in occasione del vertice straordinario per discutere su Recovery fund e bilancio 2021-2027.

“Sono fiducioso che a luglio ci sarà un accordo” “e sarà il primo passo verso una Unione di bilancio”, ha dichiarato nei giorni scorsi il Commissario all’economia Paolo Gentiloni. 

“Capisco che alcuni Stati membri sono scettici, ma vedo cose molto interessanti dopo che abbiamo presentato la nostra proposta maggio: diversi Stati dicono che è una base per la discussione, cosa per me buona, perché preoccupante sarebbe stato se alcuni avessero chiuso la porta del tutto”, ha aggiunto.

La lista dei nemici del Next Generation UE è lunga. A dire il vero qualche piccola crepa si è aperta nel fronte dei Frugal Four capeggiati quanto in quello del Gruppo di Visegrad, ma la Svezia continua a fare muro e insieme alla all’Austria di Sebastian Kurz, si aggiudica l’etichetta di Paese più scettico sul Recovery Fund da 750 miliardi predisposto dalla Commissione europea di Ursula von der Leyen

MURO SVEZIA – La proposta della Commissione europea è “troppo ampia per raggiungere gli obiettivi”, “le misure economiche di sostegno alla crisi Covid-19, incluse quelle per la ripresa, dovrebbero essere temporanee, ben finalizzate, proporzionate” e basate su un bilancio “ristretto”, con “strumenti e forme di finanziamento esistenti, e non su nuove risorse”. Cioè no a nuove tasse (web tax, carbon tax) per aumentarne il tetto. Questa la linea del Parlamento svedese, un altro stop del nord Europa nel bel mezzo delle trattative che procedono a rallenty, con il Primo Ministro svedese  Löfven che vorrebbe spostare l’ago della bilancia sui prestiti, stoppando addirittura le sovvenzioni.

L’Italia, intanto, continua a sperare pronta a pescare nel mazzo delle misure la carta vincente. L’offerta del resto è piuttosto ampia:il piano Sure da 100 miliardi per la disoccupazione, il piano Bei da 200 miliardi per il sostegno alle piccole imprese, il programma Pepp della Bce e il Mes con la linea di credito per la pandemia da 240 miliardi.

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