Recovery Fund, Conte “in tour”: la lunga marcia verso il vertice UE

Obiettivo mettere a punto una strategia comune  con l'Italia chiamata a convincere i "falchi" che stavolta ha messo in cantiere un piano serio e convincente di riforme strutturali

Dopo una discussione- fiume in Consiglio dei Ministri, arriva “salvo intese” (la formula che tradotta politicamente vuol dire che ci sono ancora tanti nodi da sciogliere) il via libera al decreto semplificazioni. Più che un semaforo verde, arancione. I grandi nodi alla fine, assicurano più fonti di Governo lasciando Palazzo Chigi, sono stati sciolti ma la realtà è che resta più di una questione aperta.

Oggi, intanto, inizia il “tour” del Presidente del Consiglio Conte che cerca alleati in vista del delicatissimo appuntamento del prossimo 17/18 luglio a Bruxelles dove si cercherà di trovare la quadra su Recovery Fund e Bilancio pluriennale Ue. Prima tappa del “tour” Lisbona per l’incontro bilaterale con il Premier portoghese António Costa. Poi volerà a Madrid  per provare a stringere i bulloni della già solida alleanza con Pedro Sanchez.

L’obiettivo è mettere a punto una strategia comune  con l’Italia disposta a tutto purchè la “proposta ambiziosa” sulla quale ha alzato il velo la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen, 750 miliardi tra sussidi e prestiti, non venga stravolta dai “falchi” di Bruxelles. Un rischio più che concreto.

Bisogna ammorbidire la posizione dei Paesi del Nord, in testa l’Olanda di Mark Rutte, convincendoli che Roma stavolta farà sul serio e ha messo in cantiere un piano serio e convincente di riforme strutturali.

Ieri, intanto, ha parlato anche il Ministro degli esteri austriaco Alexander Schallenberg a Bolzano.”La questione non è se ma come aiutare. Non è di certo nell’interesse di Vienna se uno dei suoi partner economici principali finisce con le spalle al muro”.

“E’ importante – ha aggiunto – trovare il giusto equilibrio, senza fare regali e senza creare dei precedenti. Si tratta di normalissime trattative per il pacchetto economico più importante mai varato dall’UE”. “La questione non riguarda i quattro cosiddetti virtuosi, ma tutti i 27 Stati membro”, ha concluso.

Una partita delicatissima che, nelle stesse ore, si giocherà anche a Bruxelles dove si svolgerà un vertice tra Ursula von der Leyen  Angela Merkel, Charles Michel e David Sassoli per piantare i paletti alla difesa della proposta della Commissione, un tesoretto da finanziare anche con l’introduzione di risorse proprie dell’UE, cioè tasse sui giganti del web e sui prodotti di industrie inquinanti esportati nel continente da Paesi extra Ue.

Intanto, non cambia la posizione del Governo italiano sul Mes: nessuna decisione prima di aver raggiunto l’intesa europea sul recovery fund. La risoluzione di maggioranza, che verrà messa ai voti del Parlamento italiano il 15 luglio prossimo in vista del Consiglio europeo, non tratterà la richiesta di aiuti al Salva Stati. Tutto rimandato con i Cinquestelle che temporeggiano, preoccupati per le condizionalità ‘ex post’ e le opposizioni che già promettono battaglia.

 

 

 

 

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