Recovery Fund, ancora guai: si allarga fronte del no

Slovenia si schiera con Budapest e Varsavia. Decisamente una cattiva notizia (anche) per il nostro Paese

Si allunga il fronte del no sull’accordo tra Parlamento e Consiglio UE sul meccanismo che lega l’esborso di fondi comunitari al rispetto dello stato di diritto con la Slovenia che si aggiunge ad Ungheria e Polonia.

 

Il primo ministro sloveno, infatti, ieri  ha annunciato il suo sostegno al veto di Ungheria e Polonia al bilancio UE che di fatto blocca il  Recovery Plan. “Solo un organo giudiziario indipendente può dire cos’è lo Stato di diritto, non una maggioranza politica”, ha scritto Janez Jansa in una lettera inviata il 17 novembre al presidente del Consiglio europeo Charles Michel,  di cui l’agenza France Presse ha preso visione.

 

Nuova grana, dunque,  che arriva a ridosso della  riunione dei capi di Stato e di governo dei Ventisette che si terrà oggi  giovedì 19 novembre in teleconferenza, al centro della quale ci sarà appunto  la decisione di Budapest e di Varsavia di bloccare l’adozione del bilancio comunitario 2021-2027.

 

Nel frattempo, il Parlamento UE fissa il perimetro e fa sapere che non c’è alcun spazio di manovra per una rinegoziazione dell’accordo sul bilancio europeo 2021-2027 e sullo Stato di diritto. Il messaggio è affidato ad una nota diffusa al termine della conferenza dei presidenti nella quale si specifica che “gli accordi raggiunti (sia sul quadro finanziario pluriennale Ue che sullo stato di diritto) sono chiusi e non possono in alcun modo essere riaperti. Nessuna ulteriore concessione sarà fatta da parte nostra. Chiediamo al Consiglio di adottare il pacchetto e avviare il processo di ratifica il prima possibile”

 

Proprio ieri, sulla questione, è intervenuto seppur indirettamente il Commissario Gentiloni: “La maggior parte delle misure incluse nei bilanci 2021 dei paesi dell’area dell’euro sostengono giustamente l’attività economica, ma una ripresa forte ed equilibrata dipende da una rapida entrata in vigore di Next generation Eu“. Parole di certo non pronunciate a caso, con chiaro riferimento al veto di Polonia e Ungheria sul bilancio UE.

 

Anche il commissario Ue al Bilancio, Johannes Hahn,ha affermato “Ci sono immense aspettative” sul pacchetto economico del Bilancio Ue e del Recovery Fund, se fallissimo nell’attuarlo “ci sarebbe un impatto devastante sui nostri cittadini, le nostre economie e anche i nostri mercati

 

TORNA L’ASSE PARIGI-BERLINO – La Germania, presidente di turno dell’Unione, insieme alla Francia, cercano un compromesso che porti ad una rapida soluzione. Mentre da  Bruxelles attribuiscono le scelte di questi paesi alla necessità di scaldare gli animi nazionalisti del proprio elettorato. Una mossa, dunque, più di facciata che di sostanza, per questo, destinata a perdere forza. Almeno questo è l’auspicio di tutti. 

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