Serie A, stop o ripartenza? I possibili danni economici per “l’azienda” calcio

I Club pronti a terminare la stagione ma secondo indiscrezioni potrebbe arrivare "ad horas" l'annuncio del Premier Conte a mettere la parola fine sul campionato 2019/2020

Scatta ufficialmente oggi, lunedì 4 maggio, l’attesa “Fase 2” che segna la ripartenza, seppur graduale, per il nostro Paese. La strategia messa a punto dal Governo è la sintesi delle richieste arrivate da più parti dopo lo stop completo alle attività non essenziali che è rimasto in vigore dallo scorso 10 marzo fino a ieri, con annesse restrizioni.

L’imperativo categorico però resta ancora prudenza visto che non siamo affatto fuori dall’emergenza e che un passo falso ora rischierebbe di riportarci indietro di due mesi, uno scenario da evitare a tutti i costi, come ha più volte sottolineato il Presidente del Consiglio Conte nel ribadire che “comincia una fase di convivenza con il virus, serve responsabilità”.

TREMA ANCHE “L’AZIENDA” CALCIO – Tante ancore le incognite da risolvere, tante le imprese con il fiato sospeso in attesa di capire cosa succederà nei prossimi giorni. Compresa “l’azienda calcio” che in Italia conta più o meno 1,4 milioni di tesserati ed altri 120.000 lavoratori che fanno parte dell’ambiente. Più che una questione di gioco, capire se riattaccare o meno, la spina al campionato, è una imprenscindibile questione di soldi. 

SPADAFORA SPEGNE GLI ENTUSIASMI – Allo stato attuale, ancora non c’è nulla di certo sul futuro della Serie A. Si lavora per una possibile ripartenza, ma anche qui non è facile trovare la quadra: mentre Lega e Figc spingono per cercare in ogni modo di tornare a giocare, il Governo è decisamente più cauto e sembrerebbe orientato ad uno stop. Portano ad esempio in questa direzione, le parole del Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora: “Leggo cose strane in giro ma nulla è cambiato rispetto a quanto ho sempre detto sul Calcio: gli allenamenti delle squadre non riprenderanno prima del 18 maggio e della ripresa del Campionato per ora non se ne parla proprio. Ora scusate ma torno ad occuparmi di tutti gli altri sport e dei centri sportivi (palestre, centri danza, piscine, ecc) che devono riaprire al più presto!”, ha scritto a chiare lettere su Facebook.

Non solo. Secondo alcune indiscrezioni di stampa, il Presidente del Consiglio Conte, in scia al modello francese,  potrebbe addirittura annunciare “ad horas” la chiusura del campionato. 

CORONAVIRUS E RISCHIO AUTOGOL – Le conseguenze economiche, in caso di stop ma anche in caso di ripartenza, saranno comunque ingenti. Se si tornasse a giocare, ovviamente a porte chiuse, la perdita sarebbe di 300 milioni di euro. Se, invece, sul campionato 2019/2020 dovesse calare definitivamente il sipario, alcuni ipotizzano un danno economico tra i 700 e gli 800 milioni di euro.

 

 

 

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