Rebus MES: perchè (per ora) nessuno lo vuole?

Governi alla finestra ma nessuno trova il coraggio di fare la prima mossa

Il Mes continua a non convincere. Ad oggi “nessun Paese ha fatto richiesta” della nuova linea di credito antipandemica del MES.

La conferma arriva direttamente dal direttore del fondo Ue, Klaus Regling, che ieri durante la conferenza stampa al termine dell’Eurogruppo ha aggiunto che alcuni Paesi “ci pensano” ma che a differenza dei fondi del sistema “Sure” non è necessario affrettarsi per ottenere eventualmente questo strumento del Mes.

Ad ogni modo la nuova linea del Mes “ha già avuto un impatto positivo su mercati per il solo fatto di essere disponibile”, ha aggiunto Regling che ha anche fatto notare che “al momento tutti i Paesi membri hanno ottimi accessi ai mercati”.

C’è poco da fare. Nonostante in tanti si siano spesi ad elencare i vantaggi di uno strumento, completamente nuovo, nella versione rivisitata e” light” privo di qualsiasi condizionalità come nel passato, prevale lo scetticismo. E nessuno, per ora, ha avuto il coraggio di fare la prima mossa. 

Che farà l’Italia? Dopo mesi di rinvii e tentennamenti, siamo al redde rationem e a breve bisognerà uscire allo scoperto.

Il Mes? “Dovreste prenderlo. E di corsa”. Non ha dubbi Michael Spence, premio Nobel per l’economia e professore emerito alla Stanford School of Business, intervista da Il Riformista Economia “Se c’è un programma credibile da finanziare, quei soldi vanno utilizzati. Senza farsi influenzare dai simboli: è vero che il Mes fu inventato durante la crisi del debito e ha una brutta fama. Ma è denaro a basso prezzo. Quel che importa è avere un piano aggressivo di investimenti che cambi le opportunità per i cittadini e dia all’economia la possibilità di crescere. E al diavolo da dove arriva il denaro”.

Prima però bisogna superare la resistenza dei Cinquestelle che da sempre considerano lo strumento una troika mascherata. Poi c’è un’altra questione, più di forma che di sostanza: essere i primi a farne richiesta potrebbe essere interpretato come segnale di debolezza.

Ecco perchè da Roma si attendono notizie, magari dalla Spagna che se decidesse di ricorrere allo strumento per prima ci toglierebbe dall’empasse di fare da apripista.

Ieri, intanto, fronte Cinquestelle è arrivata una piccola apertura: “In questo momento riteniamo non sia necessario attivare il Mes. Dopodiché in Parlamento valuteremo”, ha detto ieri il Ministro Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, in una dichiarazione alla Stampa sottolineando che “il mio è solo un ragionamento. Ho descritto le condizionalità”.

A parere del ministro, bisogna comunque “capire se c’è bisogno di quelle risorse. Se dovessimo averne bisogno, occorrerà capire se accompagnare quello strumento con una richiesta forte di una sospensione indeterminata delle previsioni sul rapporto deficit-Pil che l’Ue ha fissato tra gli Stati membri”.

Non una apertura eclatante, ma dalla porta, fino a poco tempo fa chiusa a doppia mandata, filtra qualche spiraglio. 

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Rebus MES: perchè (per ora) nessuno lo vuole?