Polizza obbligatoria contro le calamità naturali. Costi e polemiche

L'introduzione di una polizza casa obbligatoria nella legge che riforma la Protezione Civile. Con partecipazione dello Stato sulla defiscalizzazione dei premi. La copertura da disastri naturali costerebbe tra i 500-600 euro ogni milione assicurato. Le proteste dei consumatori

La nuova riforma della Protezione Civile prevede l’introduzione dell’obbligo di assicurazione per risarcire i danni provocati dai disastri ambientali sui fabbricati dei privati (famiglie e imprese).
Il motivo che sottende l’introduzione di una polizza obbligatoria è scontato: lo Stato non è più in grado di coprire le spese per i danni causati da terremoti, alluvioni e altri cataclismi naturali.

L’ipotesi non è cosa nuova. La polizza contro i terremoti e le altre calamità era già prevista nel decreto legge n. 59/2012 sulla riforma della Protezione Civile, varato dal Governo Monti poco prima del sisma che nel maggio 2012 inferse un duro colpo all’Emilia-Romagna. Il provvedimento, tuttavia, non fu mai convertito in legge proprio perché venne a mancare un accordo sull’attuazione del nuovo sistema assicurativo, inizialmente previsto su base volontaria.

Oggi la proposta è allo studio del Governo Letta e, torna a far parlare di sé e scatena polemiche perché solleverebbe lo Stato, anche solo parzialmente, dall’obbligo di intervenire per la ricostruzione, un compito che finora gli spettava.

UNA POLIZZA CONTROVERSA

Il provvedimento contenuto nella legge sulla protezione secondo Adusbef e Federconsumatori rappresenterebbe un ulteriore "balzello sulle spalle degli italiani". "L’imposizione dell’ennesima assicurazione obbligatoria gestita dai privati, per addossare a consumatori, imprese e famiglie l’obbligo di tutelarsi dagli eventi catastrofali, sarebbe l’ennesima malefatta di un Governo cinico, che storna alle compagnie gli utili, socializzando le perdite” aggiungono le Associazioni.

In tal modo, denunciano ancora le rappresentanze dei consumatori, si offrirebbe su un piatto d’argento alle compagnie assicurative l’opportunità di un ulteriore business, come è già accaduto con l’assicurazione obbligatoria RC Auto, con l’aggravante di esentare le pubbliche…
 

…amministrazioni dalla doverosa prevenzione e salvaguardia dell’ambiente e del territorio”, ricordando che il nostro Paese già vanta il record delle polizze auto obbligatorie tra le più care del mondo (+80% rispetto a Francia, Spagna e Germania).

I premi assicurativi varierebbero in base al rischio sismico della zona in cui si trova l’immobile e alle eventuali caratteristiche antisismiche dell”edificio (e in Italia il 70% degli edifici non è in regola con la normativa antisismica!).

Facendo due conti, la copertura da disastri naturali costerebbe tra i 500-600 euro ogni milione assicurato, con la polizza raddoppiata da 100 a circa 200 euro l’anno a famiglia.

PORRE FINE ALL’ASSISTENZIALISMO
Ma c’è anche qualcuno che difende l’idea. Dal sito lavoce.info, l’economista Donatella Porrini, a proposito di Rc-casa contro le calamità, sostiene che "nel nostro paese attraverso le assicurazioni si potrebbe superare l’impronta assistenzialista del sistema vigente, caratterizzato da risarcimenti esclusivamente da parte dello Stato, pressoché illimitati e finanziati, praticamente sempre, da una tassazione straordinaria".
Inoltre, la polizza obbligatoria, con premi proporzionali alla rischiosità effettiva dell’immobile, spingerebbe gli assicurati ad adeguarsi alle norme antisismiche.

PREMI DEFISCALIZZATI

Il Governo cerca soluzioni per evitare il rischio che i premi risultino troppo alti nelle zone sismiche e troppo bassi in quelle con rischio più basso e Simona Vicari, sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico, precisa che la polizza "va resa obbligatoria, ma senza dimenticare la partecipazione dello Stato attraverso defiscalizzazioni dei premi. Tutto questo magari pensando anche ad una integrazione da parte delle imprese costruttrici, all’atto della consegna degli immobili per la vendita”.

L’idea di un’assicurazione obbligatoria, come quella per l’auto è destinata a buttare altra benzina sul fuoco della polemica perché introdurrebbe un’altra "tassa" sulla casa, già abbastanza colpita dall’Imu.

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