Rc auto: stop alla tariffa unica, restano le differenze nord-sud

Dietrofront sulla norma che vietava le discriminazioni territoriali per gli automobilisti virtuosi. E intanto i premi raddoppiano in 10 anni anche se gli incidenti calano

Gli automobilisti di Napoli, Bari o Palermo si rassegnino: anche se hanno la classe di merito più alta e non fanno incidenti da anni, per la loro polizza auto continueranno a pagare di più (anche molto di più) dei loro colleghi ugualmente virtuosi di Milano o Torino. Il ministero dello Sviluppo economico ha “reinterpretato” l’ultimo comma dell’art. 32 del decreto liberalizzazioni che introduceva il concetto di tariffa unica e stabiliva che: “Per le classi di massimo sconto, a parità di condizioni soggettive ed oggettive, ciascuna delle compagnie di assicurazione deve praticare identiche offerte”. Nella nuova lettura ministeriale viene invece ribadita la libertà delle compagnie di applicare differenti tariffe in base alla zona di residenza.

Insomma, abbiamo scherzato. I meriti automobilistici non sono tutti uguali lungo lo stivale, come chiedevano gli assicurati virtuosi del Sud che, per colpa della maggiore incidenza territoriale di incidenti e truffe, arrivano a pagare premi anche 3 volte più alti di quelli del Nord. Sono state più forti le pressioni delle compagnie che tramite l’Ania, l’associazione che le rappresenta, si sono sempre opposte alla tariffa unica invocando il principio di libertà tariffaria sostenuto dalla normativa comunitaria. Che in Italia significa libertà di discriminazione territoriale.

Incidenti in calo, tariffe in aumento

Una libertà tariffaria, d’altronde, che ha permesso alle assicurazioni di aumentare i premi a livello nazionale del 98% in 10 anni, dal 2001 al 2011, di cui il 30% solo negli ultimi due anni,  come denunciano le associazioni dei consumatori Federconsumatori e Adusbef. Una crescita che non accenna a rallentare: per quest’anno si prevede un ulteriore rincaro medio del 6% (+ 78 euro a polizza) che porterà l’aumento complessivo al 104%.

Una crescita che risulta ancor meno accettabile, secondo le associazioni, se si guardano i dati sulla sinistrosità “che dal 2001 al 2010 è diminuita del 22%. E oggi le stime Isvap la danno in riduzione di un ulteriore 12%, per una riduzione complessiva dal 2001 del 34%“.

Eppure il decreto liberalizzazioni intervenendo nel settore dell’Rc auto con l’obbligo di preventivi comparati, la scatola nera, la lotta alle frodi ecc. prometteva un raffreddamento delle tariffe.

Resta da sperare nell’intervento dell’Isvap, l’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni, che ha appena deciso di ampliare l’indagine trimestrale sulle compagnie per rilevare l’andamento delle tariffe Rc auto. Aumenteranno a 11, invece degli attuali 4, i profili tariffari esaminati. Un’analisi più approfondita che potrebbe spingere verso una maggiore profilazione dei premi e, chissà, verso una riduzione delle ingiuste “standardizzazioni”. (A.D.M.)

© Italiaonline S.p.A. 2019Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Rc auto: stop alla tariffa unica, restano le differenze nord-sud