Rc auto, stop ai premi differenziati in base al sesso. E le donne pagheranno di più

Polizze auto e vita più care per le donne: dal 21 dicembre scatta il principio di non discriminazione voluto dai giudici europei. A vantaggio delle compagnie

La parità tra i sessi costa, alcune volte più alle donne. E’ il caso, ad esempio, delle polizze rc auto: dal prossimo 21 dicembre le compagnie non potranno più differenziare i premi in base al sesso dell’assicurato. Il divieto, imposto dalla Corte di Giustizia europea in nome della non discriminazione di genere, avrà in Italia il paradossale effetto di far aumentare i costi dell’assicurazione per le donne, che statisticamente fanno meno incidenti degli uomini.

E’ l’ennesima novità in materia di rc auto di questi ultimi mesi. Per la verità in questo caso si tratta di una novità annunciata perché contenuta in una sentenza della Corte Europea del 1° marzo 2011 che conclude una causa avviata da un’associazione dei consumatori belga. Secondo i giudici europei la distinzione fra sessi nella stipula di una polizza è discriminatoria.

La Corte ha ritenuto invalida la direttiva del 2004, recepita anche in Italia, nella parte in cui permette di derogare senza limiti al principio di parità uomo-donna nell’elaborazione di tariffe e premi assicurativi. E ha stabilito che a partire dal 21 dicembre 2012 (cioè 5 anni dopo l’entrata in vigore della legge belga su cui si basava la causa) la differenza deve essere annullata in tutta Europa.

Una tutela penalizzante

Nella pratica annullare una differenza può voler dire molte cose. Ma per le compagnie di assicurazione significherà con buona probabilità aumentare il premio per le donne, attualmente più basso, al livello di quello degli uomini.

Questo provvedimento, insomma, rischia di produrre un effetto paradossale: il principio di parità sancito principalmente a tutela delle donne finisce per penalizzarle. Le statistiche infatti sono a loro favore sia nel ramo vita (sono più longeve degli uomini) che nella rc auto (secondo il Censis il 70% degli incidenti stradali è causato da uomini, che perdono anche i punti della patente in proporzione più che doppia). Tutto questo si traduceva finora in premi da pagare più bassi. Ma con la nuova norma questo risparmio non ci sarà più.

Peraltro le assicurazioni, in vista dell’entrata in vigore di questo provvedimento, si sono portate avanti: nell’ultimo semestre è stato registrato un aumento medio superiore al 4% delle polizze intestate alle automobiliste, con picchi anche del 12% per alcune compagnie.

In ogni caso alle donne che sono in procinto di stipulare una polizza vita (ad esempio quelle richieste col mutuo) o auto, tipicamente differenziate in base al sesso dell’assicurato, conviene stringere i tempi. Hanno ancora un mese di vantaggio. (A.D.M.)

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