Rc auto, stop ai 15 giorni di copertura dopo la scadenza. Si rischia il sequestro dell’auto

E con il taglio delle province i premi aumenteranno o diminuiranno automaticamente. Molte novità per le polizze auto dalla spending review e il decreto sviluppo

Un vantaggio che può trasformarsi in pericolo. La liberalizzazione nel settore dell’assicurazione auto significa meno vincoli per l’assicurato ma anche maggiori responsabilità. E’ il caso, ad esempio, del divieto di tacito rinnovo della polizza previsto dal decreto sviluppo-bis: la possibilità di lasciare la propria compagnia più facilmente significa anche fine della copertura automatica nei 15 giorni dopo la scadenza della polizza. Col rischio, per gli automobilisti distratti, di vedersi confiscare il veicolo dal giorno successivo alla scadenza e soprattutto di perdere ogni copertura in caso di incidente.

Multa e sequestro del veicolo
dal giorno della scadenza

Secondo quanto stabilito dall’art. 22 del decreto sviluppo, dal 1° gennaio 2013 i contratti di assicurazione per le responsabilità civili nella circolazione dei veicoli (più conosciuti come polizze Rc auto) non potranno più avere durata pluriennale e non potranno contenere la clausola di tacito rinnovo. Ciò significa che alla scadenza annuale della polizza non opera la regola del “silenzio-assenso” e il cliente non ha più l’obbligo di inviare una raccomandata entro 15 giorni dalla scadenza per disdire la polizza. Un modo per facilitare il passaggio da una compagnia all’altra con vantaggi per le tasche degli assicurati e per la concorrenza nel settore.

Ma c’è il rovescio della medaglia. Il rinnovo automatico dava anche un’estensione automatica della copertura per altri 15 giorni dopo la scadenza in caso di ritardo nel pagamento del premio. Una tolleranza di cui dal prossimo anno l’assicurato non potrà più beneficiare: l’assicurazione decade a tutti gli effetti il giorno della scadenza della polizza. Brutta notizia per i distratti: oltre al rischio di un sinistro non coperto, la mancanza di assicurazione di un veicolo comporta una sanzione di 798 euro e il sequestro immediato del veicolo.

Molti aumenti e qualche risparmio col taglio delle province

Novità in tema di Rc auto sono in arrivo anche da un altro provvedimento del governo, quello sulla spending review. Più precisamente dalla norma che prevede la riduzione del numero delle province italiane. La nuova mappa amministrativa ha delle ricadute anche per le assicurazioni perché nel calcolo del premio agiscono anche le addizionali provinciali, la cui aliquota standard è del 12,5% con la possibilità per le singole amministrazioni di aumentarla o diminuirla di 3,5 punti (si va quindi dal 9 al 16% e l’aliquota massima è applicata nel 70% delle province).

Secondo i calcoli del sito Facile.it l’accorpamento delle province potrebbe significare un aumento del premio Rc auto per oltre 1,5 milioni di italiani. La provincia che viene “inglobata” prenderebbe l’aliquota della “inglobante”. Ecco alcuni esempi:
Parma: con l’accorpamento a Piacenza si ipotizza un aumento del 2% (dal 14 al 16%);
Siena: unita a Grosseto passerà dal 15,5 al 16% (+0,5%).

Ci guadagneranno invece:
Treviso, che accorpata a Padova passerà dal 15 al 12,5% (-2,5%)
Teramo, che unendosi a L’Aquila potrà risparmiare lo 0,5% (da 16 a 15,5%).
(A.D.M.)

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