Rc auto, risarcimento diretto alla sbarra. Novità dall’Isvap in arrivo a ottobre

Il meccanismo del risarcimento diretto non ha funzionato: aumentano i prezzi delle polizze e le truffe. Entro ottobre l'Isvap introdurrà nuova disciplina per migliorare il sistema

Con il meccanismo del risarcimento diretto, l’automobilista può richiedere la liquidazione dei danni direttamente alla propria compagnia, anziché a quella del veicolo che ha causato l’incidente. Ciò può avvenire nel caso in cui i fatti dimostrino la mancata responsabilità del conducente danneggiato oppure in caso di constatazione amichevole.

Nato con l’intento di permettere ai consumatori di esercitare maggior controllo nel rapporto con la propria compagnia e di indurre le assicurazioni a contenere i costi dei risarcimenti, il risarcimento diretto avrebbe in ultima istanza anche dovuto portare alla riduzione o almeno alla moderazione dell’aumento dei prezzi delle polizze.

Ma lo strumento (in vigore dal 2007) non ha portato i benefici sperati, poenendo in evidenza i limiti del nostro sistema assicurativo, nel quale la domanda è ancora poco mobile (risulta che solo il 10% degli assicurati cambia compagnia annualmente) e non c’è adeguata concorrenza tra le compagnie.

Per affrontare le criticità di un sistema che anziché calmierare le tariffe assicurative ha assistito a ulteriori aumenti dei premi, dando adito a numerose polemiche, il ministro dello Sviluppo economico è recentemente intervenuto nel corso di un’audizione alla Camera sottolinenado l’urgenza di modifiche della normativa che disciplina la liquidazione dei danni tra i veicoli.
La formula del risarcimento diretto, ha detto Passera, sarà: “oggetto di un provvedimento dell’Isvap previsto entro ottobre che scioglierà i nodi ancora aperti relativi ai criteri di calcolo dei valori di compensazione fra l’impresa del danneggiato, tenuta ad anticipare il risarcimento, e quella del danneggiante, tenuta a sostenere il costo finale”.

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