Rc auto, la liberalizzazione che non c’è

Premi tra i più cari d'Europa e mercato ingessato. Il decreto 'cresci Italia' dovrebbe favorire la concorrenza. Ma è davvero così?

Siamo tutti assicurati… a caro prezzo. Tra i più cari d’Europa, secondo le statistiche di Insurance Europe (www.insuranceeurope.eu, CEA Statistics n° 38) che calcola il costo medio della polizza nel nostro Paese, pari a 407 euro, mentre il resto d’Europa è fermo a una media di  230 euro.

Perché il mercato delle assicurazioni in Italia richiede premi così elevati?
Le compagnie sostengono che la colpa è dei guidatori troppo imprudenti e delle frodi. E i virtuosi finiscono a pagare per i furbi, secondo un modello già consolidato…
In realtà i dati Isvap (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo) rilevano che le frodi sono intorno al 2-3% dei risarcimenti, in linea con la media europea, dalla quale ci distinguiamo solo per una maggior percentuale di danni lievi.

Il problema, sottolineano alcuni esperti, è che nel nostro Paese mancano interventi per promuovere una reale concorrenza, in un settore caratterizzato da agenzie monomandatarie e scarsa presenza di soggetti stranieri.
Ci prova oggi Mario Monti, che con il decreto ‘cresci Italia’ ha cercato di intervenire sul mercato delle Rc auto.

La liberalizzazione del settore voluta dal governo introdurrebbe infatti la multi preventivazione, ovvero l’obbligo per gli intermediari di dare al cliente almeno tre preventivi differenti, di cui due appartenenti a società concorrenti.
Ma… basterà che gli agenti non propongano preventivi di altre compagnie con premi inferiori al loro per veder vanificati gil effetti sperati.
Nelle disposizioni previste dal Decreto in materia di Rc auto, quattro articoli su cinque colpiscono i comportamenti fraudolenti degli assicurati, privilegiando gli interventi sulla domanda (gli automobilisti), ma non quelli sull’offerta (le assicurazioni).

Che cosa si poteva (potrà) fare?
Donatella Porrini, in un articolo su La voce.info propone tre tipologie di intervento per contrastare la lobby, stimolare la concorrenzialità e combattere le frodi:

A livello distributivo, occorre incentivare la diffusione del modello del “broker assicurativo” attraverso un controllo della relazione contrattuale che si instaura tra le compagnie e gli agenti che ha finora portato questi ultimi a scegliere il monomandato.
A livello di mercato, occorre arrivare a un’effettiva apertura. Se, infatti è evidente che il ramo Rc auto italiano, caratterizzato da livelli elevati di premi, attrae imprese straniere, è però altrettanto evidente che le stesse abbiano nella realtà preferito la vendita diretta, evidenziando così la necessità di favorire una liberalizzazione che agevoli l’apertura di agenzie di vendita, possibilmente plurimandatarie.
Infine, è quanto mai auspicabile una riforma dell’Autorità di vigilanza, della sua composizione e delle sue funzioni, in modo da rendere effettivo il controllo sui comportamenti delle imprese e costituire un punto di riferimento per la tutela degli interessi degli assicurati.

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