Rc auto impazzita, +25% in un anno. Provocazione del Codacons: non più obbligatoria

Aumenti spropositati soprattutto al Sud. Per l'associazione di consumatori solo togliendo l'obbligatorietà della polizza auto si riducono i prezzi

Troppo facile colpire chi non può scappare. Si potrebbe riassumere così l’atteggiamento delle assicurazioni rispetto alle polizze auto. Al riparo dell’obbligatorietà ogni aumento è possibile. Da un’indagine condotta dal mensile Quattroruote su 19.000 tariffe risulterebbe un aumento medio dei premi del 25% nel 2010 rispetto all’anno scorso. Quindici volte il tasso di inflazione.

Tengono bassa (si fa per dire) la media le assicurazioni dirette cioè quelle che è possibile sottoscrivere per telefono o via Internet: qui l’incremento del premio medio risulta “solo” del 17,3%. Le compagnie tradizionali invece raggiungono il picco del 28,7%.

Ancora più drammatica la situazione in alcune aree geografiche: a Napoli le polizze per i giovani costano almeno il 170% in più rispetto al 2009. Ma forti aumenti si registrano anche a Bari, Catania, Genova e Roma.

Via l’obbligatorietà per aprire il mercato

Aumenti che non trovano giustificazioni in un corrispettivo aumento dei sinistri e dei risarcimenti. Per questo il Codacons lancia una proposta provocatoria. “Siamo stufi di assistere passivamente al crescere delle tariffe assicurative – afferma il presidente Carlo Rienzi – L’unica soluzione è varare una legge che elimini in Italia l’obbligatorietà dell’Rc auto. E’ inaccettabile che, mentre gli automobilisti hanno l’obbligo di assicurare la propria autovettura, le imprese assicuratrici non abbiano alcun vincolo e possano fissare le tariffe che vogliono, approfittando della condizione di schiavitù in cui versano gli utenti”.

Il Codacons ha depositato all’Isvap, l’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni, una denuncia sugli aumenti ingiustificati delle polizze perché si apra un’indagine che verifichi “le cause per cui, nonostante i numerosi interventi legislativi e regolatori degli ultimi 5 anni finalizzati a rendere il comparto più competitivo, la polizze continuino a registrare incrementi significativi e generalizzati”.

In particolare il Codacons ha chiesto all’Isvap “di accertare se vi siano stati eventuali illeciti o cartelli che abbiano determinato speculazioni da parte delle compagnie di assicurazioni e se le tariffe così alte in alcune zone d’Italia (Campania in testa) non siano volte ad eludere l’obbligo a contrarre in capo alle compagnie stesse”. Un modo cioè per tenere alla larga i contraenti nelle zone a più alto rischio assicurativo.

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