Rc auto, aumenti e disdette selvagge. Quando l’assicurazione diventa una giungla

La legge che doveva aumentare la concorrenza e tutelare i consumatori lascia mani libere alle compagnie. Che possono scaricare più facilmente i clienti scomodi

Sarà anche un caso-limite ma ha scoperchiato una pentola in ebollizione da troppo tempo: quella della polizza auto, l’assicurazione obbligatoria, sia per l’automobilista che per la compagnia. Almeno sulla carta. Perché nella realtà è un obbligo troppo spesso ignorato: in maniera più smaccata dagli automobilisti che circolano senza assicurazione (si calcola che siano circa 3 milioni). In modo più subdolo dalle stesse compagnie che danno disdette senza motivi o usano il premio (aumentandolo) per “accompagnare alla porta” i clienti sgraditi.

Un premio da 9mila euro per convincere ad andarsene

Il caso in questione è emblematico proprio perché la compagnia ci prova con entrambi i mezzi. L’assicurato dopo anni di condotta diligente e pagamenti puntuali, “macchia” il suo curriculum con un sinistro e la compagnia gli dà il ben servito con una lettera di disdetta della polizza. La legge formalmente glielo consente: dal 2006, infatti, il nuovo Codice delle Assicurazioni nato per garantire l’assicurato e favorire la concorrenza, in realtà dà anche alle imprese la possibilità di disdettare polizze senza problemi e con un preavviso ridotto a 15 giorni.

Ma il nostro assicurato non cede e, sempre legge alla mano, pretende un altro contratto. Così la compagnia gioca la seconda carta: il prezzo. Il premio passa da 1.600 a 9mila euro all’anno per la sola responsabilità civile, quasi 6 volte di più. Di fronte a quello che ha ritenuto un vero e proprio abuso l’assicurato si è rivolto all’Isvap, l’organismo di vigilanza sulle assicurazioni. Per la compagnia è in arrivo una multa pesante.

30 milioni di multe per elusione

Una punizione esemplare che però forse non servirà a una reale inversione di rotta. La crisi economica in realtà sta facendo esplodere il fenomeno delle disdette unilaterali da parte delle compagnie: automobilisti irreprensibili per anni, incappati in un sinistro, vengono trattati alla stregua di pirati della strada. In questo caso si verifica una “elusione dell’obbligo a contrarre” le polizze, un dovere per le assicurazioni, che è stato sancito anche dalla Corte di Giustizia europea. Se poi il potenziale cliente rientra davvero nelle categorie considerate a rischio (giovani, inesperti, residenti in aeree dove ci sono più frodi) viene scoraggiato con tariffe esorbitanti, anche 5 o 6 volte più alte del normale. E a parte i casi-limite molti automobilisti rischiano di pagare polizze più care anche del 30% per assicurare di nuovo il proprio veicolo.

Sono 14 i gruppi assicurativi – il 20% del mercato – che saranno sanzionati dall’Isvap per un totale di quasi 30 milioni di euro di multe che si aggiungono ai 31 già cumulati per altre motivazioni nel corso del 2011. Con la speranza che questi soldi non vengano ridistribuiti sui contraenti.

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