Rc auto, troppi aumenti. Interviene l’Antitrust

I costi delle assicurazioni possono giustificare aumenti annui dei premi fino al 30%? L'autorità per la concorrenza apre un'indagine

E’ un po’ come sparare sulla Croce Rossa. Troppo facile fare utili con clienti che sono obbligati a comprare. Quello delle polizze auto è uno dei mercati principali nel settore assicurativo con un giro d’affari che nel 2009 ha raggiunto i 17 miliardi di euro. Il che è ovvio: l’assicurazione è obbligatoria e il parco auto circolante è in continuo aumento (in Italia abbiamo la più alta concentrazione di macchine in Europa con 59 vetture ogni 100 abitanti).

Meno ovvio è che la Rc Auto sia il ramo che ha registrato gli aumenti maggiori: in media del 15% rispetto all’anno scorso, dieci volte più del tasso di inflazione. Troppo anche per l’Autorità Antitrust. Che ora vuole vederci chiaro.

Così, l’Autorità garante della concorrenza ha deciso di avviare un’indagine conoscitiva per verificare “l’andamento dei prezzi e costi in tale settore, nonché le possibili implicazioni concorrenziali della disciplina attuativa della procedura di risarcimento diretto”. Un intervento che raccoglie l’entusiasmo delle associazioni dei consumatori e l’inquietudine le compagnie:

• per le prime, perché l’assicurazione dell’auto costa in media a una famiglia 940 euro all’anno;

• per le seconde, perché la Rc auto rappresenta una fetta sostanziosa del business: 46,3% sul totale rami danni e del 14,4% sul portafoglio complessivo.

Maggiori aumenti sulle moto

Su importi di questo genere gli aumenti percentuali si traducono in valori assoluti che pesano. Parliamo appunto di rialzi medi del 15%, ma con punte fino al 22% per i ciclomotori e di oltre il 30% per l’assicurazione dei motocicli.

Le antenne dell’Antitrust si sono drizzate a fronte di un progressivo aumento dell’offerta, soprattutto on line, alla quale, in teoria, dovrebbe corrispondere una diminuzione dei prezzi. Se questo non succede occorre capire quali sono i costi che le compagnie devono sopportare (aumento dei sinistri, oneri dovuti alla nuova procedura di risarcimento diretto ecc.) e se questi sono sufficienti a giustificare gli aumenti.

La concorrenza è reale?

Nel frattempo le associazioni dei consumatori accusano: il caro-tariffe evidenzia ancora una volta la scarsa concorrenza, nonostante la liberalizzazione del settore. E’ giusta quindi – secondo Adiconsum – la decisione di indagare su aumenti assolutamente inaccettabili e ingiustificati in un periodo di inflazione zero e con redditi delle famiglie in calo.

Adiconsum invita il governo  a prendere provvedimenti concreti per regolare il settore a vantaggio degli utenti, tra cui:

• la banca dati contro i falsi sinistri;
• una normativa sul danno biologico;
• criteri trasparenti e vincolanti sul bonus-malus;
• norme che impediscano la disdetta unilaterale da parte delle compagnie nei confronti degli assicurati con il massimo del bonus. (A.D.M.)

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